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Sarebbero già duecentocinquanta gli ingegneri al lavoro nello stabilimento ex Orlandi, su via Emilia Ovest a Modena, come dimostra l’impressionante massa di auto parcheggiate.

Sarebbero già duecentocinquanta gli ingegneri al lavoro nello stabilimento ex Orlandi, su via Emilia Ovest a Modena, come dimostra l’impressionante massa di auto parcheggiate. Al lavoro su un progetto top secret del quale ufficialmente si saprà più avanti; secondo i rumor, si tratta di un maxi progetto del gruppo Fiat Chrysler che avrebbe appaltato a una società esterna lo sviluppo tecnologico di un nuovo propulsore, e di alcuni nuovi modelli. Non solo progettisti ma anche tute blu e personale amministrativo affollano il maxi capannone un tempo sede di Iveco Bus, le cui attività si sono trasferite a Verona tempo addietro. L’operazione di sviluppo, che ha preso il via già un anno fa, sta passando dalla fase embrionale a quella operativa e nei prossimi giorni è anche in programma un incontro con i sindacati per un confronto sul piano industriale. Nel capannone segreto, ormai divenuto segreto di pulcinella, sembra che si lavori a due progetti distinti ma in qualche modo collegati: uno relativo alla Maserati e l’altro, il più corposo, legato al tanto sospirato rilancio del marchio Alfa Romeo, che l’amministratore delegato Sergio Marchionne conta di finanziare proprio coi proventi della quotazione in borsa di Ferrari SpA. L’aveva annunciato nel settembre del 2014, il giorno dell’addio di Montezemolo al Cavallino Rampante, che Modena sarebbe rimasta per Fiat Chrysler soprattutto un incubatore di tecnologie, mentre la produzione su vasta scala si sarebbe spostata su fabbriche più grandi come Cassino e Melfi. Detto, fatto: in via Emilia Ovest si lavora per il futuro al riparo da occhi indiscreti.


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