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“Sono Cesare ma chiamatemi Mimmo” docufilm che racconta l’epopea di Cesare Alberti al festival di Palermo

Mimmo Alberti in gol, quasi 100 anni dopo, da Milano a Palermo. Il grande bomber rossoblù degli anni ’20, 45 presenze e 32 gol, una sorte segnata dal destino, una storia incredibile, recuperata e resa da “Sono Cesare, ma chiamatemi Mimmo” regia di Orfeo Orlando e sceneggiatura di Marco Tarozzi, prodotto da Barbylando Production e Genoma Films. Un piccolo, grande docufilm che dopo essere stato selezionato tra le 120 opere (su oltre un migliaio partecipanti) che daranno vita alla fase finale di “Sport Movies e Tv 2018”, circuito di 16 festival dedicati al cinema sportivo co Milano dal 14 al 19 novembre, ora è tra i 44 finalisti dello “Sport Film Festival” di Palermo. La macchina da presa di Orlando, attore e regista noto anche per i lavori holliwoodiani in Zoolander, accanto a Ben Stiller, assieme alla passione di tutti quelli che hanno lavorato a una produzione a budget praticamente zero, racconta la storia di questo centravanti bello e dannato. Che si ruppe il menisco, riuscì a tornare in campo con un’operazione al ginocchio pioneristica, sfidò il suo Bologna con la maglia del Genoa nei cinque spareggi scudetto giocati nel ’25, quel titolo che ora il Grifone chiede indietro. Sembrava destinato a riprendersi la gloria, invece il destino sì dimostrò il difensore più duro e implacabile. Morto a 22 anni per intossicazione alimentare si disse all’epoca, invece probabilmente avvelenato da una donna gelosa. Ora, grazie a questa pellicola, Mimmo Alberti è tornato a far gol, da Milano a Palermo. Dove il festival è anche la più antica rassegna cinematografica a tema sportivo del mondo. Finale in Sicilia dal 10 al 16 dicembre dopo essere stati scelto fra 1750 film, provenienti da 60 nazioni. Il docufilm sfiderà corazzate da tutto il mondo, concorrendo ai premi nella sezione corti. A interpretarlo Luca Comastri, nel ruolo di Cesare Alberti, Luca Mazzamurro, Caterina Cioli Puviani, Barbara Boldri, Filippo Marchi, Leonardo Galotto, e la partecipazione straordinaria di Giorgio Comaschi.


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