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La Virtus vince all’esordio una partita difficile ed emozionante contro Trieste. Finisce 92 a 88, decide nei secondi finali uno straordinario Punter

Per ora, può andare bene così. Vincerlo soffrendo questo debutto, su un canestro di choccante bellezza nel finale, firmato da Kevin Punter, un esordio da fuoriclasse vero, 29 punti, sbagliando solo un tiro libero, 4/4 da due e 575 da tre, 37 di valutazione, la tripla impiccata del decisivo +4, perfino il furto precedente in difesa.
Il resto è una Virtus con tanta strada da fare, abbagliante per due quarti, ma senza accecare gli avversari fino in fondo, una Trieste dimezzata dagli infortuni di Wright, Da Ros e Peric, più quello di Janelidze subito in avvio di partita.
Il dominio bianconero dura solo due quarti, in cui la banda di Sacripanti mostra tantissimo repertorio, passando un po’ da tutti, a partire da M’baye e lo dallo stesso Punter. A un certo punto i bianconeri segnano anche bendati, la statistica dice 10/12 da tre punti, forse perfino troppo per pensare di continuare così, eppure è poco il vantaggio accumulato, 14 il massimo e +12 all’intervallo, colpa di un atteggiamento a volte troppo morbido in difesa contro l’ex fortitudino Knox e l’ex Biancoblù Mosley, indomabili sotto canestro, dove Qvale è ovviamente lontano dalla condizione migliore e Kravic segue l’andamento alterno della squadra, tra grandi momenti e pause di riflessione. Il terzo quarto è quello del blackout. i triestini, che raccolgono 11 rimbalzi in più e ben 13 offensivi, ribaltano tutto, fino ad arrivare a +4 segnando 26 punti. La Virtus finisce in confusione, perde le distanze ma, e questa è la cosa più importante, sa reagire. Taylor, andato a corrente alternatissima, lucra tanto in lunetta nel momento più delicato. Aradori, tenero in difesa ma lucidissimo in attacco, si unisce a Punter. Dalmasson perde alòtri tre giocatori per falli, Sacripanti la vince col quintetto piccolo, presentando Martin da 4 e con la classe di Kevin Punter jr. Mercoledì sarà già coppa. E’ solo l’inizio di una lunga strada, ora era contava partire bene e festeggiare di nuovo sul campo della promozione. Il resto verrà.


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