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Il Bologna ha battuto la Roma, ritrova il gol e scaccia la lunga crisi

Il Bologna ha trovato il gol. E questa è la prima notizia. E’ riuscito a vincere. E questa è la seconda notizia. Lo ha fatto contro una big del campionato. E, calcolando che ciò non accadeva da circa mille giorni, eccone prodursi la miscela perfetta di una domenica da ricordare sotto tanti punti di vista. Una Roma, va detto, tanto sottotono (al punto da indurre il suo presidente a definirsi sconcertato da quanto visto) si è trasformata nella sparring partner ideale per un Bologna che aveva disperato bisogno di trovare, dal pomeriggio domenicale del Dall’Ara, le prime, importanti risposte di una stagione che, fino ad ora, aveva riservato solo preoccupanti mugugni. Bologna cinico. Vedi alla voce Mattiello e Santander: due soli tiri nello specchio dei rossoblù in novanta minuti (più due rasoiate di Okwonkwo che nel finale meritavano miglior gloria), e altrettanti gol. La Roma, invece, si è cimentata nello sterile ed infruttuoso tirassegno a Skorupski. Gioia ed emozione per l’acclamatissimo Inzaghi, che ha dimostrato un coraggio doppio: nel ripresentare cocciutamente dal primo minuto quel 3-5-2 che fin qui era sembrato un fuscello in balia di tutti i venti e contemporaneamente nel cambiarne più della metà delle pedine. Rispetto all’undici titolare del ko di otto giorni fa col Genoa sei erano ieri i volti nuovi: Calabresi, Nagy, Svanberg, Krejcì, Falcinelli e Santander. Una rivoluzione per certi versi obbligata da infortuni e squalifiche ma non preventivabile, alla vigilia, di tali proporzioni. Nagy, chiamato a sostituire Pulgar, pur senza ricorrere ad effetti speciali in mezzo al campo è stato una presenza costante; Svanberg, soprattutto nel primo tempo, gli ha fatto da degna spalla, segnalandosi per alcune ripartenze micidiali. E se il Bologna arrivava primo su tutti i palloni è perché aveva gamba e testa giuste, a differenza della Roma, spremuta da caldo, fatiche di Champions e da uno spogliatoio, si dice, non compattissimo. Il Bologna vince e, sul campo, ritrova serenità. Il Dall’Ara, inteso come tifo, la sua partita l’aveva già vinta sabato, invadendo festosamente Casteldebole. Un’apoteosi che, ora, consentirà ai rossoblù di presentarsi allo Juventus Stadium (mercoledì sera) con la leggerezza di chi non avrà nulla da perdere al cospetto di una squadra che ha incamerato 15 punti in 5 partite.


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