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E’ già finita l’avventura di Marcello Chezzi da allenatore del Carpi: l’allenatore di Castelfranco Emilia si è dimesso dopo le tre sconfitte consecutive in avvio di Serie B. Sulla panchina biancorossa torna Fabrizio Castori.

Una partita per dirsi addio. E’ durata due mesi e 4 gare ufficiali, ma solo una da allenatore formalmente titolare, l’avventura di Marcello Chezzi da allenatore del Carpi. Il tecnico di Castelfranco Emilia, una vita alla guida della Virtus presieduta da papà Paolo e un anno a Savona, sempre in Serie D, era al debutto assoluto tra i professionisti: esordio sfortunato con 4 sconfitte su 4 partite tra Coppa Italia e campionato. Sequenza negativa culminata nelle dimissioni consegnate nelle mani del patron biancorosso Stefano Bonacini. Paga il conto per tutti Marcello Chezzi, vittima di una situazione ai confini dell’ingestibile: mercato deficitario, squadra tecnicamente povera, spogliatoio infiammabile come confermano i cazzotti di Machach a Frascatore, rapporti tesi nello staff tecnico. Saluta e se ne va Chezzi e, beffa delle beffe, lo fa dopo la prima partita da allenatore titolare. Dopo un’estate di amichevoli, coppa Italia e prime due giornate di campionato col teatrino del prestanome Bortolas in assenza di patentino per allenare in B, giusto venerdì scorso Chezzi era stato ammesso al Super Corso di Coverciano che gli dava diritto alla deroga: domenica a Verona finalmente eccolo in panchina e in sala stampa senza tutor. Prima e ultima volta, visto che il 4-1 contro l’Hellas resterà il suo match d’addio.
Per la successione, il Carpi punta sull’usato garantito: in panchina torna per la terza volta Fabrizio Castori, regista della promozione del 2015, della quasi salvezza del 2016 in A e della quasi promozione del 2017, con finale persa contro il Benevento. Le condizioni poste da Castori, l’inserimento nello staff del vice Bocchini e del figlio per la parte tattica, hanno dilatato i tempi dell’annuncio ufficiale. Ma dopo aver rischiato con un mercato al risparmio, il Carpi è spalle al muro e non può aggiungere altre incognite: per la panchina si punta tutto sull’uomo dei miracoli, riusciti o anche solo sfiorati. Del resto servono l’esperienza e il carisma di Fabrizio Castori per uscire dal pantano del fondo classifica.


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