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Era nell’aria da tempo e ora è ufficiale: Kimi Raikkonen saluta la Ferrari.

Era nell’aria da tempo e ora è ufficiale: Kimi Raikkonen saluta la Ferrari. Il finlandese campione del mondo nel 2007, ultimo titolo piloti conquistato dalla Scuderia di Maranello, concluderà a fine 2018 la sua seconda esperienza alla guida delle Rosse. Dopo il triennio 2007 – 2009, col titolo mondiale all’esordio, 9 vittorie, 233 punti e la convivenza tutto sommato facile e produttiva con Felipe Massa, Kimi era rientrato in Ferrari nel 2014 dopo le esperienze nei rally e al volante della Lotus nel 2012 e 2013. Prima compagno di Fernando Alonso e poi di Sebastian Vettel, da ex campione del mondo ha sempre mostrato di soffrire il ruolo esplicito di seconda guida. Veloce ma schivo, con dialogo minimo con team e compagni, dal suo ritorno in Ferrari non ha mai vinto una gara ed è stato coinvolto in più di un episodio discusso, con ricadute evidenti sulle ambizioni mondiali della Ferrari. Il più clamoroso a Singapore un anno fa, con la collisione in partenza con Vettel. Ma anche l’atteggiamento nell’ultimo Gran Premio d’Italia a Monza, per molti commentatori troppo individualista e poco votato al gioco di squadra, ha suscitato dubbi. Evidentemente a Raikkonen era già arrivata la comunicazione di una separazione che, risultati alla mano, era diventata ormai inevitabile, nonostante qualche diffidenza di Sebastian Vettel sull’erede rampante di Kimi al volante della seconda Ferrari. Sarà infatti Charles Leclerc, l’allievo di punta della Driver Academy Ferrari parcheggiato quest’anno alla Sauber il secondo pilota della Scuderia a partire dal 2019. Scambio di volanti con Raikkonen, che per due anni tornerà in Sauber, il team da cui cominciò in Formula 1 nell’ormai lontano 2001. Leclerc, 21 anni da compiere a ottobre, ha vinto l’anno nel 2016 e 2017 il campionato di Formula 2 con 11 vittorie in due stagioni e in questo primo anno da pilota titolare in Formula 1 ha mostrato segni inequivocabili di talento: 13 i punti raccolti con la Sauber in 5 gare concluse a punti, col 6’ posto nel Gran Premio d’Azerbaijan a Baku come miglior risultato.


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