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Agli Europei di Berlino, l’atleta cresciuta nella Fratellanza corre la miglior frazione della finale ma le azzurre mancano l’appuntamento con la medaglia: vince la Polonia davanti alla Francia, per Grenot e compagne solo un quinto posto.

Ha corso la miglior frazione della serata, ma non è bastato per il podio. Si conclude con un retrogusto amaro l’Europeo di Raphaela Lukudo: quinto posto per la staffetta 4×400, con l’atleta della Fratellanza in terza frazione. Una gara alimentata da grandi aspettative, dopo l’oro di fine giugno ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona e il miglior tempo fatto segnare nelle qualificazioni. Sogni di medaglia legittimi per una staffetta che agli europei di due anni fa ad Amsterdam aveva regalato un bronzo alla spedizione azzurra. Ma la finalissima è subito in salita: in prima frazione Maria Benedicta Chigbolu chiude attardata in sesta posizione. Piazzamento che non cambia nel giro di pista di Ayomide Folorunso, che però ha il merito di riportare la staffetta azzurra a contatto col gruppo di testa. In terza frazione, Raphaela Lukudo è strepitosa: in meno di 200 metri la 24enne modenese si mangia le frazioniste di Germania, Gran Bretagna e Belgio, mettendosi nella scia delle battistrada Francia e Polonia. Dalla sesta posizione, Raphaela rimonta fino alla seconda, affiancando al momento del cambio la francese Agnès Raharolay.
51.03 il crono della Lukudo, miglior frazione assoluta della finale. Ma i sogni di medaglia evaporano nell’ultima frazione, con la capitana azzurra Libania Grenot – due volte campionessa europea dei 400 a Zurigo 2014 e Amsterdam 2016 ma in evidente calo di condizione come dimostra la finale mancata nella gara individuale – che crolla subito, staccata da Polonia e Francia e sorpassata dalla Gran Bretagna. La Panterita cubana di nascita questa volta non graffia e sul rettilineo finale viene addirittura battuta dalla belga Camille Laus: 3.28.62 il tempo finale delle azzurro, un secondo in più rispetto alle qualificazioni e quinto posto finale carico di rimpianti.


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