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Dopo la mancata iscrizione del Cesena al campionato di serie B la Reggiana rinuncia alla C. E il Parma rischia la A

Dopo la mancata iscrizione del Cesena al campionato di serie B, il calcio emiliano-romagnolo perde un altro pezzo del suo panorama calcistico tra i professionisti: la Reggiana, già fallita al termine della stagione 2004-2005, non verrà iscritta al prossimo campionato di Serie C. Lo ha deciso l’attuale patron della squadra granata, l’ex campione di baseball Mike Piazza, dopo giorni di trattative febbrili, non andate a buon fine, per la cessione della società a nuovi proprietari, rappresentati dall’uomo d’affari Pablo Victor Dana. Dal punto di vista formale, la società ha rinunciato a presentare ricorso contro l’esclusione dal campionato decisa il 13 giugno scorso dalla Covisoc, l’organo di controllo amministrativo sulle società calcistiche. Tre stagioni in serie A, 99 anni di storia, la Reggiana era sull’orlo del baratro da alcune settimane. Ora la società va verso il fallimento, mentre il titolo sportivo è nelle mani del sindaco Luca Vecchi. E a Parma è in corso il processo sportivo riguardante i messaggi Whatsapp sospetti inviati dal calciatore del Parma Emanuele Calaiò alcuni giorni prima della partita tra la sua squadra e lo Spezia. Secondo la Procura furono un tentativo di ammorbidire la posizione di alcuni giocatori liguri prima di una partita che era decisiva per la promozione in serie A del Parma. La Procura della Federcalcio, oltre a chiedere una penalizzazione ‘afflittiva’ per il Parma (2 punti da scontare nel prossimo campionato, con effetto di mancata promozione in A, o in subordine -6 dal prossimo torneo), ha chiesto una squalifica di 4 anni per Emanuele Calaiò. Due punti di penalizzazione al Parma, da scontare per il campionato passato” avrebbero l’effetto dunque di annullare la promozione in serie A.


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