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Venerdì 18 maggio: è questo il giorno in cui il sindaco Giancarlo Muzzarelli annuncerà quale dei tre progetti in campo sarà scelto

Venerdì 18 maggio: è questo il giorno in cui il sindaco Giancarlo Muzzarelli annuncerà quale dei tre progetti in campo sarà scelto per la rifondazione del Modena. Ancora una settimana d’attesa e di dubbi, visto che la Commissione Comunale che sta valutando le documentazioni prodotte dalle tre cordate terminerà i propri lavori all’inizio della prossima settimana. “Un percorso di serietà a trasparenza lungo gli indirizzi che il che il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità”. Ora non resta che vedere se il 18 maggio i progetti in campo saranno ancora tre, visto che il gruppo US Modena Calcio, con l’avvocato Samorì, aveva fissato nel 15 maggio il termine ultimo oltre il quale si sarebbe ritirato dalla corsa. Nella stessa conferenza stampa, Samorì ha attaccato frontalmente uno dei competitor, Romano Amadei, sul tema annoso della fideiussione dello stadio Braglia.
C’è però un difetto nel ragionamento: intanto Romano Amadei, da proprietario del Modena, ha sempre puntualmente pagato quanto dovuto al credito sportivo. Il signor Immergas dunque non deve un centesimo alla collettività modenese. Il problema nasce invece dopo l’uscita di Amadei dal Modena. La fideiussione venne mantenuta anche nel periodo di gestione CPL – Ghirlandina Sport, in carico alla cooperativa di Concordia, mentre venne tolta al momento dell’ingresso di Antonio Caliendo. Che il Comune abbia deciso di non richiedere quella fideiussione personale a Caliendo è un tema già contestato – oggetto di interrogazioni dell’ex assessore Graziano Pini – ma che nulla ha a che vedere con l’azione dello stesso Amdei. Giusto ricordare infine che tutti i proprietari del Modena hanno onorato gli impegni fino al signor Antonio Caliendo, che con le tre rate non saldate del mutuo ha fatto scattare l’escussione della fideiussione di garanzia del Comune da parte del credito sportivo e decretato di fatto il fallimento del Modena. I 3 milioni e mezzo di cui parla l’avvocato Samorì sono da richiedere al vero debitore, Antonio Caliendo, e non a chi come Romano Amadei ha sempre regolarmente pagato quanto dovuto.


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