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Domani sarà ufficiale lo spostamento della partita col Vicenza a Forlì. E intanto i dipendenti minacciano lo sciopero per gli stipendi non pagati

Sarà ufficiale domani lo spostamento di sede e di orario di Modena – Vicenza. La prima partita casalinga dei canarini sarà ancora in orario pomeridiano e ancora in trasferta a Forlì, come già quella di Coppa Italia contro la Pistoiese e chissà quante altre in seguito. Già perchè il braccio di ferro tra il Modena e il Comune non accenna a sbloccarsi di un millimetro. Anzi. A precisa domanda, dagli uffici dell’amministrazione comunale ecco le condizioni dettate per riaprire i cancelli del Braglia una volta conclusi i lavori di riqualificazione. Per rivedere il Modena di Caliendo nello stadio di Via Monte Kosica la richiesta primaria è di saldare le tre rate arretrate del mutuo, il cui mancato pagamento ha fatto scattare la revoca della convenzione. Si parla di una cifra vicina ai 500mila euro, un macigno per le casse del Modena, disperatamente vuote in queste settimane. In più, al Modena il Comune chiede il pagamento anticipato dell’affitto dello stadio per un “periodo congruo”. In cosa consista esattamente il “periodo congruo”, se l’intero campionato o una rata mensile, sarebbe poi da approfondire in un negoziato di cui al momento non si scorgono nemmeno le premesse, visti i rapporti deterioratissimi tra le due parti. Non solo: da un eventuale incontro dovrebbe emerge cosa interessa al Modena del pacchetto Braglia, se solo prato e gradinate nei giorni di gara o anche lo Zelocchi per gli allenamenti, i magazzini, gli uffici della sede che ancora continuano a essere occupati. O almeno, fino a oggi sono stati occupati, perchè domani – altra grana in vista per Caliendo – potrebbe andare in scena una clamorosa protesta dei dipendenti: oggi, stando alle promesse fatte da Caliendo la settimana scorsa, avrebbe dovuto essere il giorno del pagamento degli stipendi arretrati, due mensilità più la quattordicesima, ancora non versati a impiegati, massaggiatori, magazzinieri, team manager e addetto stampa. Ma in tipico stile Caliendo, la promessa non è stata rispettata: i dipendenti – che con quegli stipendi vivono e mandano avanti le rispettive famiglie – sono al limite e domani ipotizzano di disertare il lavoro in segno di protesta. Il baratro del Modena sembra senza fine.


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