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La Virtus ha sconfitto dopo un tempo supplementare la Fortitudo nel derby di Basket City che è tornato ad 8 anni di distanza. Non sono mancate le tensioni

Di un solo punto. Dopo un tempo supplementare. L’epilogo forse più logico e atteso per un confronto che ha convogliato su di sé le attenzioni di tutta la pallacanestro italiana e che ha certamente varcato anche i confini della nostra penisola. Esulta la Virtus ma dal derby esce con ritrovate certezze anche la Fortitudo. Otto lunghi anni di attesa non potevano che sfociare in uno spettacolo come quello a cui i 9.000 spettatori dell’Unipol Arena hanno potuto assistere ieri sera. E’ servito quindo un overtime alla Segafredo per avere la meglio sulla maggior fisicità della Kontatto e conquistare così il derby numero 104 della storia di Basketcity. E’ la nona vittoria consecutiva in campionato dei bianconeri. Un derby che è andato via via in crescendo e che, dopo l’inevitabile tensione che ha accompagnato nel primo tempo i 24 protagonisti (22 dei quali alla loro prima stracittadina in assoluto), ha mostrato di sé anche un bel volto dal punto di vista qualitativo. Recrimina la Fortitudo, che per ben due volte ha avuto in mano il pallone del possibile successo e che è andata comunque ad un passo dalla vittoria nonostante i soli 3 punti complessivi della sua coppia di stranieri. Gli eroi Segafredo rispondono al cognome di Spissu e Umeh, 49 punti in due miste ad altre, importanti giocate per i compagni nei momenti chiave del match. Alla Fortitudo non sono bastati (ma davvero per un’inezia) le super prestazioni di Montano e Ruzzier, la concretezza e la faccia tosta di Candi e un Nazzareno Italiano al quale va solo rimproverata la brutta gestione dell’ultimo possesso nei tempi regolamentari. Come raccontato da entrambi gli allenatori alla vigilia, in una gara come questa anche gli aspetti emotivi hanno avuto il loro peso, prevalendo per lunghi tratti su quelli tecnici, sebbene la qualità complessiva della sfida non ne abbia più di tanto risentito. La V nera è stata brava a non perdere la pazienza e ad aspettare che le maglie difensive della Effe si allargassero consentendo ad Umeh di iniziare a respirare e di mettere a segno i canestri necessari per rimanere a galla prima e a vincere poi la sfida nel supplementare. Virtus che tornerà subito in campo, lunedì a Piacenza, per il recupero della prima giornata del girone di ritorno che potrebbe garantirle la leadership solitaria mentre la Fortitudo (che ha due partite in più rispetto ai bianconeri) ripartirà domenica 15 dalla trasferta di Verona. Consapevole che anche un derby perso può regalarti certezze che alla vigilia si erano in parte smarrite. E’ il fascino, tutto suo, di Basket City. E di un derby che, anche in seconda serie, tutta l’Italia cestistica continuerà per sempre ad invidiarci.
E qualche tensione soprattutto a fine partita c’è stata. Gli sfottò dei tifosi Virtus entrati in campo a festeggiare hanno scatenato la reazione della curva fortitudina, con qualcuno che ha cercato di entrare in campo, una sedia lanciata e il plexiglas dietro la panchina della Fortitudo spaccato. Nulla di grave, come per i due feriti che hanno avuto bisogno di ricorrere alle cure dopo due scazzottate all’esterno della Unipol Arena. Un uomo sui trentanni è stato portato in codice 1, quello meno grave, al Maggiore. Un secondo ha invece rifiutato il trasferimento in ospedale ed è stato medicato sul posto dagli operatori del 118.


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