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Solo il quinto posto per la Ferrari

La parentesi del Canada è già chiusa: la Formula1 torna a colorarsi d’argento. Dopo il successo della Red Bull di Ricciardo due settimane fa a Montreal, è di nuovo Mercedes. Le frecce di Stoccarda hanno dominato il rinato Gran Premio d’Austria: sul tracciato rinnovato e restituito al circus dagli sforzi di Dieter Mateschitz, patron Red Bull, Nico Rosberg ha vinto facilmente, cancellando una prima fila tutta Williams, con Felipe Massa incapace di difendere la pole position conquistata in qualifica. Dietro il figlio d’arte, Lewis Hamilton: l’inglese, nono in prova, è scattato come una furia dalla griglia di partenza, risalendo fino al 4′ posto già nel primo giro. Ma poi non è mai riuscito a mettere pressione su Rosberg, finendogli ancora una volta alle spalle. Podio completato dal finlandese Valteri Bottas, secondo in griglia di partenza, ma più fortunato con le strategie Williams rispetto a Massa. E mentre in ottica mondiale Rosberg allunga a +29 sul compagno di squadra, arrivano segnali di ripresa dalla Ferrari. Fernando Alonso ha subito in avvio il sorpasso di Hamilton, ma poi ha mantenuto con autorità il 5′ posto, girando su tempi vicini a Mercedes e Williams. Una conferma dei progressi delle rosse, ma anche della superiorità di Alonso su un Raikkonen ancora una volta deludente e solo 10′ al traguardo. “E’ la miglior gara della stagione, abbiamo finito a 18 secondi dalle Mercedes senza safety car o episodi particolari” ha commentato Alonso. In una giornata ancora una volta stregata per il campione del mondo Sebastian Vettel, abbandonato dal motore al 2′ giro, ripartito, e poi definitivamente ko dopo un contatto con Gutierrez quando era ultimo e doppiato, da sottolineare il ritorno del grande pubblico in Formula 1. In Austria non si correva dal 2003, ma tra le colline della Stiria sono stati quasi 500mila gli spettatori nel fine settimana. Aria di Formula 1 dei tempi d’oro, grazie ai soldi di Mateschitz che ha riaperto il Red Bull Ring, ma anche del ritorno del circus in uno dei luoghi storici: lezione da ricordare per chi, troppo spesso, ha esportato il mondiale in luoghi senza storia e cultura di Formula 1.


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