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Si dovrà ripartire dal 26esimo minuto, niente vittoria a tavolino a causa del black out al Braglia.

Si dovrà completare ripartendo dal minuto 26 e 30 secondi Carpi – Padova, la partita della 2′ giornata di serie B sospesa per un guasto all’impianto di illuminazione dello stadio Braglia. E’ questo il verdetto del giudice sportivo Emilio Battaglia, che a oltre tre mesi dal black out del Braglia, stadio scelto dal Carpi come campo neutro per la prima partita casalinga della stagione, ha deciso di respingere il ricorso del Padova che chiedeva la vittoria a tavolino. Una sentenza accolta con favore dal Carpi: ha prevalso dunque la linea difensiva biancorossa, portata avanti dall’avvocato Mattia Grassani, che puntava sul sabotaggio dell’impianto. “Sembra plausibile considerare l’aspetto estraneo doloso come ipotesi più accreditabile relativa al fermo dei due gruppi elettrogeni” si legge nel comunicato ufficiale del Giudice Sportivo. Reazioni di segno opposto dal Padova, ovviamente: il club biancoscudato era certo di ottenere i tre punti a tavolino. Ora, su indicazione del presidente Penocchio, tutti i dirigenti, compreso il direttore sportivo Alessio Secco, si sono chiusi nel più totale silenzio sulla vicenda, anche se è scontato l’immediato ricorso alla Corte di Giustizia Federale. Stando ai precedenti, si tratta però di una sentenza difficilmente ribaltabile, in quanto basata su una perizia tecnica degli ingegneri nominati dalla Procura Federale. Perizia che ha indicato nell’aspetto estraneo doloso, per citare la relazione tecnica della procura federale, la causa più probabile per il malfunzionamento dell’impianto di illuminazione del Braglia. Ora la Lega di Serie B, regolamenti alla mano, dovrebbe mettere in calendario il completamento della partita entro due settimane dal comunicato del Giudice Sportivo.


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