in:

Entra nel vivo a Roma il processo sportivo per il calcio scommesse. Chiesto una ammenda di 50 mila euro per il Sassuolo

50 mila euro di ammenda per responsabilità oggettiva in merito all’omessa denuncia di Daniele Quadrini, per cui l’accusa ha chiesto un anno di squalifica. Al termine della giornata d’apertura del processo sportivo di primo grado sul calcio scommesse, il procuratore federale Stefano Palazzi ha reso note le richieste nei confronti di tesserati e società deferiti. Stralciate le posizioni di chi ha scelto la strada del patteggiamento, tutto è andato invece secondo le previsioni in casa neroverde, dove già alla vigilia il club sassolese sapeva di rischiare un’ammenda e non una penalizzazione. Pesante invece la richiesta nei confronti dell’attaccante, indicato dalla Procura di Cremona, che ha dato il via all’inchiesta, come il fulcro di una presunta combine legata alla sfida fra Siena e Sassuolo. Quadrini, che era in scadenza di contratto e che non rientra nei piani neroverdi, ha sempre dichiarato la propria innocenza, sostenendo anche di aver messo a conoscenza la Federcalcio del tentativo di coinvolgimento nei suoi confronti. A non convincere gli investigatori sono i tempi, perché il giocatore avrebbe sì riferito tutto, ma con oltre un mese di ritardo rispetto ai fatti. Per omessa denuncia pareva potesse rischiare sei mesi di stop, esattamente del doppio invece la richiesta del procuratore.
Nei locali dell’hotel Parco dei Principi di Roma il processo che vedeva coinvolti al via 18 club e 26 fra giocatori, ex atleti, presidenti e dirigenti prosegue anche domani, mentre venerdì la Commissione Disciplinare si riunirà in camera di Consiglio per decidere e già nella giornata di lunedì dovrebbero arrivare le sentenze di primo grado.
Il Sassuolo è rappresentato a Roma dall’avvocato Mattia Grassani, che ha presentato nei giorni scorsi la memoria difensiva del club.


Riproduzione riservata © 2018 TRC