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Cresce in provincia la febbre delle “freccette”. Sono ormai centinaia i modenesi che si sono cimentati in questo sport, che ora chiede maggiori riconoscimenti.

“Due tiri” a freccette sorseggiando una birra.  Si inizia così una sera in un pub, e poi magari si finisce a fare i campionati provinciali o nazionali. Stiamo parlando delle freccette, “dart” detta all’inglese, uno sport che pare fosse praticato anche dai Padri Pellegrini, i Puritani inglesi che nel 1620, sulla nave Mayflower raggiunsero gli Stati Uniti d’America e vi fondarono Plymouth. In fondo per praticare questo sport basta poco; serve un tabellone elettronico e un paio di freccette che devono essere lanciate verso il bersaglio da una distanza di 2,37 metri. Uno sport che negli ultimi anni ha preso sempre più piede nella nostra provincia, con centinaia di giocatori che si danno battaglia nei vari pub che ospitano le gare, dividendosi nelle categorie  Master, Amatori e Mixed; nessun modenese  per ora è nella categoria Elite. A tutti I livelli però è forte la richiesta di un maggior riconoscimento di questo sport; su Facebook sono tanti i “gruppi” che invocano di inserire il Soft Dart nel programma delle prossime Olimpiadi che si svolgeranno a Londra nel 2012. L’operazione per l’edizione inglese è sfumata, ma la Fidart e il Coni stanno spingendo per inserirlo ai giochi che si disputeranno in Brasile nel 2016.


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