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Tra professionisti e dilettanti, il calcio sassolese è in fermento. Per il Sassuolo ieri c’è stata la prima amichevole nel ritiro di Carpineti. In città, intanto, si discute di stadio e di un progetto legato al calcio giovanile.

Più sì che no. E questa è una notizia. Il Sassuolo a Sassuolo, il neroverde che riparte si potrebbe vedere al Ricci, magari nel girone di ritorno. Di certo non prima. Ma perlomeno c’è una possibilità concreta. Per la società di Piazza Risorgimento sarebbe un colpo importante, dal momento che l’adagio popolare, mandato a memoria da tutti, suggerisce che se i neroverdi avessero giocato sempre al Ricci e non nel gelo teatrale del Braglia probabilmente il sogno sarebbe già realtà. Per la giunta comunale, un colpo politico rilevante, al netto della chiusura del centro che scontenterebbe i commercianti. Intanto ieri, tra le colline di Carpineti, i neroverdi hanno battuto 8-0 una Rappresentativa della montagna reggiana: la notizia buona è il rinnovo di Masucci, quella cattiva il probabile infortunio al piede per Antonio Cinelli. Scendendo da Carpineti in città, è nato il “Progetto Sassuolo”: tre realtà cittadine – Ancora San Francesco, Madonna di Sotto e San Michelese – hanno unito i settori giovanili per offrire il meglio ai ragazzi dai 5 ai 18 anni. Perché uniti è meglio, a Sassuolo ancora di più.


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