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Riccardo Riccò non parteciperà al Giro della Serbia. Anzi rischia seriamente la radiazione. All’ultimo è arrivato infatti lo stop della Federazione ciclistica italiana che ha sospeso dall’attività agonistica l’atleta formiginese.

Riccardo Riccò non parteciperà al Giro della Serbia. Anzi rischia seriamente la radiazione. All’ultimo è arrivato infatti lo stop della Federazione ciclistica italiana che ha sospeso dall’attività agonistica l’atleta formiginese, ufficialmente per motivi “inerenti alla tutela della salute dell’atleta stesso”. Negli ultimi giorni la notizia di un suo ritorno alle corse aveva sollevato non poche perplessità. Dopo il ricovero del 6 febbraio scorso per un blocco renale ed il nuovo sospetto di doping, Riccò non era stato sospeso ma solo licenziato dalla sua squadra, la Vacansoleil. E questo malgrado le inchieste della Procura di Modena e del Coni di Roma. L’accordo con la Meridiana sembrava aver dato al corridore formiginese la possibilità di partecipare, già dal prossimo lunedì, al Giro della Serbia, ma oggi la doccia fredda con la decisione della Commissione tutela della salute della Federazione ciclistica di sospenderlo dall’attività agonistica. Non è la prima volta che il Cobra finisce nella bufera. Nel 2008 subì una squalifica di due anni e mezzo perchè positivo al Cera. Il ciclista aveva vinto due tappe del Tour de France quando fu incastrato dai controlli della corsa. Scontò 20 mesi di squalifica e tornò alle gare indossando la maglia della Ceramica Flaminia, quindi il passaggio alla squadra belga Vacansoleil. Lunedì doveva tornare in sella con la Meridiana –Kamen, team con base in Campania e licenza croata. Doveva essere la stagione del rilancio, ma a questo punto, in base alle nuove norme varate quest’anno dalla Federazione, il ciclista, che è recidivo, rischia la radiazione.


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