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CALCIO B. La crisi economica che sta colpendo il mondo interessa anche lo sport. Disponibilità limitata di denaro, campagne abbonamento a rilento, società che falliscono: il quadro non è incoraggiante…

C’è crisi. Discorso che vale per l’economia e l’industria, ma anche per lo sport. E il calcio non fa eccezioni. Anzi, amplifica il quadro. Il dato delle campagne abbonamenti è il primo su cui riflettere. Prendiamo il Sassuolo. I prezzi per le tessere annuali sono congelati, eppure sicuramente non si migliorerà, malgrado un ottimo campionato. 200 tessere sottoscritte dopo tre giorni, dato leggermente inferiore rispetto agli anni scorsi. Colpa della crisi, ma la sensazione è che la mareggiata debba ancora arrivare. La tessera del tifoso promette di far dimezzare i 2000 abbonamenti della stagione 2009-10. Ieri c’è stato in prefettura un incontro definito “proficuo” tra la società neroverde, il Modena, il vice-prefetto Ventura, il questore Margherito e rappresentanti della Digos. Sul piatto proprio i disagi legati alla tessera, obbligatoria per chi vorrà sottoscrivere abbonamenti. C’è crisi, quindi, e in questo caso le nuove leggi non aiutano le società, anzi complicano la vita. Tessera a parte, la difficile situazione economica ha colpito il calcio in maniera pesante. E’ delle ultime ore la notizia che 21 squadre usciranno dal sistema-calcio. L’Ancona non parteciperà alla serie B, pur avendone diritto, e quindi pare certo che verrà ripescata la Triestina. In LegaPro società del calibro di Arezzo, Rimini, Mantova, Gallipoli e Perugia sono state cancellate e ripartiranno dai dilettanti. In Seconda Divisione sparisce un pezzo di calcio italiano: la Pro Vercelli, fondata nel 1892, porta con sé nel fallimento sette scudetti. E il peggio deve ancora arrivare, sostiene il presidente della LegaPro Mario Macalli: “Coi nostri parametri – dice Macalli – quindici club di B non sarebbero iscrivibili”. Come dire: il futuro non sembra così roseo.


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