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SCI FONDO. Prima gara olimpica ai Giochi di Vancouver per Arianna Follis e prima delusione. La fondista modenese d’adozione è arrivata undicesima nella dieci chilometri a tecnica libera vinta dalla svedese Kalla.

La sensazione è che non servisse molto di più, ma, allo stesso tempo, nulla è andato liscio. Se ne va il primo match point per Arianna Follis. La dieci chilometri a tecnica libera è affare da Nord Europa, ma tornando a noi, per quel che più conta, lo scricciolo valdostano, ma frassinorese d’adozione, non da mai l’impressione di essere in gara. Forse la tensione, forse il fatto di giocarsi un’Olimpiade da protagonista attesa, fatto sta che il posto undici sembra poca roba. Niente di sconfortante, ma l’amarezza è fumante in tavola. Pronti via e il primo intermedio, quello dei 2 chilometri e trecento, sulla carta non dovrebbe dire quasi nulla, ma di fatto già regala brutti pensieri con Arianna ad inseguire: il problema è che si capisce già abbondantemente live, in presa diretta che non c’è trippa per gatti. Le posizioni dalla quattro alla dieci in Coppa del Mondo contano, alle Olimpiadi no, e la sensazione netta è che non ci sia già nulla da fare: Kalla, Smigun, Bjorgen e Haag già volano. Tutto confermato a metà gara al chilometro cinque: i quasi ventisette secondi sono un assicurazione che la medaglia è già volata via. Così la seconda parte è un piccolo grande calvario che sa di delusione. Undicesimo posto a cinquantacinque secondi da Charlotte Kalla, che regala alla Svezia il primo oro individuale da 42 anni a questa parte. Argento per la neomamma Smigun, bronzo per la norvegese Bjorgen: stando a noi, quaranta secondi dal podio confermano che quasi nulla è andato per il verso giusto. Ora la team sprint: venerdì ci vorrà un altro passo, altri sci e un altra Follis.


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