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PALLAVOLO. L’allenatore modenese Massimo Barbolini torna dalla Polonia con la medaglia d’oro europea al collo. E’ il bis dopo il successo del 2007.

Prendete il vocabolario e cominciate a cercare aggettivi. È l’unica operazione possibile per una nazionale che, come era stato un paio d’anni fa, ha saputo dominare gli Europei e salutare la Polonia con una medaglia d’oro al collo. Le maglie azzurre erano quelle dell’Italia, che ieri, nella finale di Lodz, hanno lasciato all’Olanda solamente le briciole. Una partita mai in discussione, con il modenese Massimo Barbolini a sgranare gli occhi mentre le sue ragazze, lì a pochi centimetri da lui, facevano tutto alla perfezione.
Una finale alla quale le azzurre erano arrivate passando da un altro derby tutto gialloblù, perché sabato l’Italia aveva dovuto saltare l’ostacolo Germania, con Barbolini da una parte e Giovanni Guidetti dall’altra. Entrambi cresciuti alla scuola di Velasco, entrambi arrivati a guidare una nazionale. Con la medaglia, quella più preziosa, torna soltanto il primo, che esulta, sì, ma con la testa torna inevitabilmente alla delusione per un’Olimpiade giocata lo scorso anno senza la squadra perfetta capace di vincere due Europei consecutivi. Ma questa è acqua passata. Ora c’è l’ennesimo oro al collo di un allenatore capace di miscelare alla perfezione capacità tecniche e gestione del gruppo. Un tecnico cresciuto, non solo pallavolisticamente, all’ombra della Ghirlandina e che da qui è partito tenendo alto il valore della scuola modenese.


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