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VOLLEY A1. Sconfitta per l’Unicom Starker Kerakoll nella gara-1 dei quarti scudetto: al PalaPAganelli vince Novara 3-2 al termine di una partita pazzesca.

La puoi guardare da qualsiasi prospettiva, puoi cercare di vedere il bicchiro mezzo pieno anziché mezzo vuoto, puoi credere di aver dato il massimo, ma non importa: perchè fa davvero male. L’Unicom Starker Kerakoll Sassuolo, testa di serie numero 7, perde gara-1 dei quarti playoff contro Novara, testa di serie numero 2, e lo fa davvero nel modo peggiore, quello più masochistico. Finisce 2-3 al PalaPaganelli, ma è una partita che non finisce mai, bella, tesissima, un playoff insomma.Parte meglio, decisamente meglio Sassuolo, ma Novara è una corazzata e quindi se Sassuolo gioca al 101% ne esce un match equilibrato. Così è effettivamente e il primo set recuperato dal 18-21 è un segnale: le Unike ci sono ed è 29-27. E proprio sull’onda emotiva del primo set, Sassuolo scende in campo nel secondo: Havelkova e Turlea sono due sentenze, il vantaggio è sempre di 3-4 punti e anche il secondo parziale lo mette nel pallottoliere la formazione di Ferrari: 25-22 e 2-0 servito fumante. Nessuno però crede realmente al 3-0 e infatti la marea sale: nel terzo Novara è sempre avanti, anche se alla fine si arriva sul 21-20 e lì tutto è possibile. Per Novara, però, che si rimette in partita col 25-22. Nel quarto set c’è tutto il masochismo del mondo condensato in 30 minuti esatti: Sassuolo avanti 8-5, poi addirittura 11-5, 14-7, progressione sicura verso il 3-1. Agli ultimi punti si arriva sul 21-17 ma lì qualcosa si inceppa e Novara rimette in gioco qualcosa di impossibile. Da 14-7 a 25-27 la rimonta è piùddi una mazzata. Dal 3-1 al 2-2 ci passa una vita in mezzo e infatti il tiebreak vive su quello: Novara conduce fino all’11-7 poi si pianta: 5 punti consecutivi di Sassuolo, giusto per aumentare la dose del rimpianto finale. Perchè è Novara che infila quattro punti e chiude 15-12. Domani alle 20.30 si replica, a Novara che può già chiudere la serie sfruttando tutta l’inerzia del mondo. Domani chissà, ma per oggi basta così. Perchè fa davvero molto male.


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