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Seconda vittoria di tappa al Tour per il ciclista di Formigine che sta incantando i francesi. Uno scalatore capace di fare il vuoto come non accadeva dai tempi di Marco Pantani

Le mani basse sul manubrio. Come faceva Pantani. Sui Pirei come sulle Alpi, in salita, Riccardo Riccò scatta, lascia tutti sul posto, vola via tra due ali di folla. Entusiasma, emoziona, corre con istinto e talento.Il formiginese ieri ha spiazzato tutti e sull’Aspin è partito, 30 km di fuga e vittoria in solitaria. Dopo un Giro d’Italia da protagonista chiuso al secondo posto, ora anche il Tour de France incorona Riccardo: quella di ieri è stata la seconda vittoria di tappa nelle prime 9 giornate.Arrivano le montagne, arrivano le strade che hanno fatto e fanno la storia del ciclismo e Riccò c’è, vola, esagera. Questo è Riccò.Il paragone con Marco Pantani è immediato: per il modo di correre, l’andatura in salita, la grinta, il genio, le emozioni che regala, perchè Riccardo ancora riguarda le imprese di Pantani, un idolo sulle due ruote.Lui era il Pirata, Riccò è il Cobra, 24 anni, scalatore sì e tanto ancora da far regalare.Risponde sempre con orgoglio a testa alta sui pedali anche alle polemiche sugli atleti che avrebbero valori anomali del sangue, lui che si è sottoposto e si sottopone regolarmente a tutti i controlli e che da tempo ha il certificato dell’Uci per l’ematocrito naturalmente alto. L’Equipe, il più prestigioso quotidiano francese, scrive oggi: di una follia contagiosa e per certi versi assassina che agita Riccardo Riccò”. Chapeu a Riccardo anche dai padroni di casa d’oltralpe. Il Tour de France entra nel vivo, Pirenei e Alpi sono lì, pronte a farsi mordere dal Cobra…


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