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ATLETICA LEGGERA. A quaranta giorni dall’inizio delle Olimpiadi sono due gli atleti modenesi che, al momento, dovrebbero partecipare alla rassegna cinese: Filippo Campioli ed Elisa Cusma.

Cinque cerchi per chiudere un cerchio, cinque anelli per dare un senso ad una carriera, anche se di anni di carriera ne hai ancora davanti. Ma una carriera si misura giocoforza e soprattutto nei momenti che contano, e le vittorie non si contano ma si pesano. E l’appuntamento a cinque cerchi, l’Olimpiade di Pechino, in soldoni, vale una vita. Vale la vita sportiva di Filippo Campioli, professione saltatore in alto, e di Elisa Cusma, professione mezzofondista con la ciliegina e il pensiero fisso di un 800 da sogni in terra cinese. Ma andiamo per ordine. Chi è già bella comoda sull’aereo per la Cina è proprio Elisa Cusma, che è reduce nel fine settimana da una bella vittoria al Top Challenge di Firenze sui 1500. Ha marcato visita, invece, sui suoi 800. A Pechino l’obiettivo è ovviamente la finale, per lei che la gamba ce l’ha, ma deve imparare ad usare i gomiti e la malizia nei momenti che contano. Ma, insomma, già poter parlare in questi termini è un bell’andare.Chi, invece, non è certo di andare a Pechino, ma ha un piede e mezzo sulla scaletta del volo è Filippo Campioli, 2,27 nel fine settimana sempre a Firenze. Il suo 2,30 invernale a Novi sad, in Serbia, vale quasi il jackpot, ma non è una sentenza. Il minimo olimpico è ottenuto ma, miracoli o beffe del destino, non è l’unico italiano. Assieme a lui lassù a 2,30 anche Bettinelli e Talotti, coi fratelli Ciotti ad inseguire. Se qualcuno dovesse arrampicarsi ulteriormente a quell’altezza, allora Filippo non sarà più sicuro, ma dovrà spareggiare presumibilmente ai campionati italiani di Cagliari, in un incredibile Trials all’italiana. Ma per ora, a venti giorni dal verdetto, il piede sull’aereo ce l’ha lui.


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