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ATLETICA. Giochi a rischio per il campione olimpico di Maratona, Stefano Baldini. Una frattura da stress alla tibia mette a rischio la sua partecipazione alla corsa di agosto a Pechino.

Quanto è dura stare in poltrona quando sei un campione e la strada è il tuo elemento naturale e in testa hai un’idea fissa. Fissa come la difesa di un titolo. Sentimenti e sensazioni di Stefano Baldini, uno dei due italiani che possono fregiarsi di quel titolo. Campione olimpico di maratona e doverlo mettere a rischio, quel titolo, è un colpo durissimo. Microfrattura da stress nella zona mediale del piatto tibiale sinistro: questo il responso, che parla di un mese di stop, e parla di un dolore fortissimo. Un fastidio lancinante che ti impone uno stop agli allenamenti, un trauma originatosi in quella che può essere considerata la maratona incubo per il campione reggiano: quella di Londra dello scorso 13 aprile. Un dodicesimo posto a distanze siderali dai dominatori dell’altipiano, i keniani, un distacco che fece sbottare Baldini e che, a conti fatti, è costato fors’anche di più. Allenamenti sospesi da dieci giorni, da quel maledetto 13 aprile, progetto olimpiadi di Pechino rinviato di almeno altri venti. Di giorni, in cui le scarpe di Baldini non incroceranno l’asfalto, giornate dure per chi nella testa, da quattro anni, ha una sola data. La famosa idea fissa. Il 24 agosto, il giorno della difesa, per una riconferma storica riuscita solo al mitico Abebe Bikila e al tedesco orientale Cierpinski a Mosca. Perchè quando sulla testa hai ancora l’alloro, quando sei in quell’albo d’oro, a rinunciarci fai tanta, tanta fatica.


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