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Altri tre plessi si candidano per progetti simili. Una storia di buona integrazione che contrasta con le nuove tensioni legate all’arrivo dei primi cinque profughi a Finale Emilia

Il nome del progetto dice tutto: “paint our school”, pitturate la nostra scuola; detto in inglese perché ovviamente molti di questi ragazzi non parlano ancora l’italiano, e nei 45 giorni di lavori alle Paoli e nei tre plessi delle Calvino ne hanno imparato un po’. Sono contenti, così come lo sono Caleidos, Porta Aperta e il CEIS che nel corso del lavoro per una buona accoglienza hanno ottenuto risultati notevoli mettendo i giovani migranti al lavoro. Al lavoro anche i prof, che nel mese e mezzo di ritinteggiatura si sono improvvisati cuochi e camerieri. Il progetto è andato bene, tanto che altri tre istituti si sono prenotati per avere i richiedenti asilo al lavoro come imbianchini. Alla festa di fine lavori – e di inizio scuola, tutto insieme – ha partecipato anche il Prefetto Maria Patrizia Paba, soddisfatta dell’iniziativa perché esemplificativa dello sforzo comune per un’accoglienza positiva e sostenibile. Un clima costruttivo ben diverso da quello registrato a Finale Emilia, dove l’imminente arrivo dei primi cinque migranti ha portato il sindaco Palazzi a caldeggiare “gesti di protesta eclatanti” da parte dei cittadini; e a rendere urgente un incontro di chiarimento per riportare la situazione alla normalità.

 


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