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Colpa della crisi, ma non solo. I dati diffusi dalla Provincia, che però assicura che non rinuncia a investire sui servizi 0-3 anni.

Nel bolognese è fuga dai nidi, ma secondo la Provincia non è colpa solo della crisi. Anche se le rinunce sono in aumento rispetto a quando la crisi non c’era. Nel corso dell’anno scolastico 2012-2013 si sono registrati 1.104 ritiri dai nidi d’infanzia della provincia di Bologna: 396 nel distretto di Bologna città, 246 in quello di Casalecchio, 127 a Imola, 185 nella Pianura est, 66 nella Pianura ovest, 50 a Porretta Terme e 34 a San Lazzaro. Sono i dati diffusi nel corso della Conferenza metropolitana dei sindaci che, stamattina, ha fatto il punto sulla situazione dei servizi educativi per la fascia 0-3 anni. Rispetto al dato dei ritiri, “è fuorviante indicare solo una causa economica – sottolinea Anna Del Mugnaio, dirigente del servizio Politiche sociali di Palazzo Malvezzi – “il ritiro è stato motivato con l’impossibilita” di pagare la retta nel 17% dei casi. Per il resto, riferisce sempre del Mugnaio, le cause sono le più diverse: dai casi di malattia dei bimbi al cambio di residenza dei genitori. Al 31 marzo risultavano 376 bimbi rimasti fuori dai nidi, ma anche 212 posti liberi. Il focus realizzato dalla Provincia pone l”accento anche sul calo della popolazione 0-36 mesi: 26.954 nel 2012, 26.773 nel 2013 e 26.591 quelli previsti nel 2014. Calando la domanda, cala anche l’offerta. Il 2012-2013, infatti, ha registrato la chiusura di sette sezioni, per un totale di 134 posti. “I servizi educativi per la prima infanzia – ha spiegato la presidente Beatrice Draghetti – sono una risorsa fondamentale per i bambini, le famiglie e non solo. Per questo la Conferenza ha deciso di potenziare gli sforzi per attuare il modello di governo che ha individuato gli ambiti-distretti quali aree ottimali della programmazione sovracomunale dei servizi educativi 0-3 anni”.


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