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La dirigente attacca le modalità violente della protesta e chiede che sia ripristinato il diritto allo studio per tutti gli studenti.

Continua l’occupazione della sede centrale dell’Istituto superiore artistico (Isart) di Bologna, iniziato la scorsa settimana, e la preside decide di lanciare l’allarme sul sito, parlando di “situazione di grave emergenza”. La dirigente scolastica, Maria Cristina Casali, in una precedente comunicazione, aveva spiegato che “la scuola è stata occupata tramite irruzione dalle scale esterne di sicurezza in modo illecito e pericoloso. Si tratta di un atto di prepotenza nei confronti di una comunità scolastica che si riconosce nelle regole democratiche”. Due giorni fa, inoltre, Casali ha pubblicato una lettera aperta rivolta a tutte le componenti scolastiche: l’occupazione “pone drammaticamente alla nostra attenzione il tema della responsabilità educativa, non possiamo riconoscerci nelle modalità aggressive di chi ha promosso questa ennesima occupazione”. L’Isart “è una scuola pubblica, offre un servizio pubblico e soffre le difficoltà che tutto il settore pubblico ha patito in questi anni in termini di tagli di risorse, ma non si riconosce nella modalità estrema che è stata intrapresa dagli occupanti. Dobbiamo ridare ai nostri ragazzi la possibilità di esercitare il diritto allo studio”.


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