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Epidemia da west nile, 18 i decessi in Emilia Romagna, 3 a Modena. L’assessore regionale assicura per il futuro un potenziamento dei servizi

Sono, ad oggi, 18 i decessi per West Nile in Emilia Romagna. Una vera epidemia quella che ha interessato l’estate di quest’anno, e che per molti cittadini avrebbe potuto essere più contenuta con azioni meglio mirate. “Ci siamo mossi nei tempi giusti” è la risposta dell’assessore regionale alle politiche per la salute, Sergio Venturi, ma annuncia anche che si sta lavorando per fare meglio in futuro, visto che la situazione potrebbe ripetersi. Verrà quindi potenziato il gruppo di lavoro regionale sulle malattie trasmesse dalle zanzare, istituito dopo l’epidemia di Chikungunya del 2007. Prevista anche una giornata di formazione per i tecnici e un convegno con specialisti. In parallelo, l’individuazione di strategie innovative per coinvolgere maggiormente i privati nell’opera di disinfestazione: si stima che l’80% dei focolai sia infatti in aree private. L’obiettivo del gruppo sarà dunque studiare buone pratiche, definire modalità informative più efficaci ed elaborare strategie per supportare e facilitare le attività delle amministrazioni locali.
Questo è emerso durante l’incontro in regione con i rappresentanti dei sindaci dei Comuni capoluogo e dei presidenti di Provincia per fare il punto sulle infezioni. L’assessore ha poi assicurato che per quanto riguarda le disinfestazioni in aree pubbliche non esiste un problema economico, la Regione contribuisce da sempre con un finanziamento consistente, “ed è sempre disponibile ad incrementarlo” ha concluso Venturi.

West Nile: il bollettino ad oggi, 18 settembre
Novantasei le forme neuro-invasive, con 18 decessi (1 a Piacenza, 3 a Modena, 3 a Bologna, 8 a Ferrara, 3 a Ravenna); 66 casi di forme febbrili e 26 infezioni asintomatiche.
L’età delle persone decedute varia da un minimo di 63 anni a un massimo di 87. Dal 12 settembre non è stato segnalato nessun nuovo caso.


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