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È bufera sul direttore generale dell’Ausl Massimo Annicchiarico dopo la pubblicazione di un post sul Facebook

È bufera sul direttore generale dell’Ausl Massimo Annicchiarico dopo la pubblicazione di un post sul Facebook nel quale ironizzava sulle preoccupazioni nate dopo la morte di tre persone nel modenese per West Nile. Il consigliere di Forza Italia Andrea Galli ha presentato un’interrogazione in regione parlando di parole grottesche da condannare, sottolineando che l’Ausl di Modena ha dato notizia dei primi due decessi solo dopo settimane per non creare allarmismo.

Giulia Gibertoni ha presentato un’interrogazione in Regione sul caso del post “ironico”, poi rimosso, pubblicato da Massimo Annicchiarico sulla propria pagina Facebook. “Mentre il virus della West Nile continua a fare vittime, arrivando a quota 17 in tutta l’Emilia-Romagna, il direttore generale dell’AUSL di Modena Massimo Annicchiarico sul proprio profilo Facebook fa ironia su questo tema prendendo in giro tutti quei cittadini che in questi mesi hanno lamentato poca informazione proprio dalle AUSL sulle precauzioni da adottare per evitare la diffusione del virus. Un atteggiamento molto grave e inaccettabile”. Gibertoni chiede anche di valutare la rimozione dall’incarico.

“L’assessore Venturi e la giunta Bonaccini concordano con le affermazioni del direttore dell’Ausl di Modena, Massimo Annicchiarico, che ha ironizzato sul virus West Nile, che ha causato già tanti morti nella nostra regione? E se non concordano, quale provvedimento intendono assumere nei confronti del dirigente?”. Così recita il testo del question time depositato oggi dal gruppo assembleare della Lega Nord.

 

E risposta di Annnicchiarico alle polemiche arriva sempre su Facebook: “Ho deciso di rimuovere il mio precedente post. E voglio spiegarne le ragioni, perchè sono davvero amareggiato per il fraintendimento che si è generato. Lo so. L’uniforme non si sveste mai, neanche nel proprio giardino di casa, neanche nel proprio – personale – profilo Facebook. Però, se qualcuno ha interpretato quel mio post, sulla mia bacheca, come un voler scherzare sulla West Nile, vuol dire che non ce l’ho proprio fatta a dichiarare invece – in modo volutamente e amaramente sarcastico, e forse per questo suscettibile di interpretazioni diverse dal senso che lo animava – tutto il mio rammarico sul fatto che, nonostante tutto quello che è stato fatto, nonostante l’impegno di tante persone sulla prevenzione, ci siano stati contagi e – purtroppo – vittime.
Chi mi conosce sa che non c’è nulla di più lontano da me che voler essere sarcastico su cose serie. Come ad esempio quelle che riguardano il mio lavoro, il mio impegno per garantire qualità alla sanità pubblica, la dedizione totale ai valori morali, etici, solidali del nostro sistema universalistico. Chi legge bonta’ sua i miei post lo puo’ constatare di persona.
La mia volonta’, con quel post sul mio profilo personale, era di fare amara ironia sul fatto che – a volte – si ha la sensazione che tutto ciò che si fa per garantire la salute pubblica non basta mai, perché poi purtroppo accadono cose che si sarebbero volute prevenire ed evitare. Ed accadono egualmente anche laddove l’impegno sia continuo da parte di tanti, professionisti ed istituzioni in testa, e si debba poi piangere sul latte versato, come accade ancora ad esempio per le vaccinazioni anti-influenzali o antipneumococco, che potrebbero salvare tante vite, cosa che invece non avviene proprio perchè l’importanza della prevenzione non è stata a sufficienza compresa “prima”.
Ironia non riuscita? Forse. Anzi, probabilmente è così. Ma l’accusa che qualcuno mi ha rivolto di aver voluto ironizzare sui decessi, mai. Questa è per me davvero inaccettabile. e la respingo con tutta la mia determinazione. Non solo perchè l’intero post – per il quale ho scomodato un collega come Enzo Jannacci – era rivolto ai temi della prevenzione (la sua canzone parla della prevenzione dalle dipendenze patologiche) – ma anche perchè la mia vita personale e professionale sono state interamente dedicate alla salute pubblica, collettiva ed individuale. E con tutto me stesso per questo continuero’ ad impegnarmi”


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