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Sarebbe il primo morto modenese per le conseguenze della West Nile Graziano Gazzotti, 82enne deceduto al Policlinico

Sarebbe il primo morto modenese per le conseguenze della West Nile Graziano Gazzotti, 82enne deceduto al Policlinico dopo venti giorni di ricovero: a sostenerlo è la famiglia, che per cinque giorni ha provato a curare la febbre alta come se si trattasse di una comune influenza prima di portare l’uomo in ospedale. E secondo la famiglia l’asl avrebbe deciso di non rendere pubblico il fatto che la morte dipendesse dalle complicazioni per il virus.
Le complicanze neurologiche del virus del Nilo si manifestano in un caso su 150, e sempre su persone anziane o con problemi epatici. La famiglia Gazzotti però assicura che Graziano stava bene prima di contrarre il virus, che – ricordiamo – è portato in Italia da alcune specie di uccelli migratori e diffuso dalla zanzara comune senza possibilità di contagio diretto tra le persone. L’encefalopatia è la conseguenza più pericolosa e può influire sul quadro clinico generale del paziente a causa della febbre altissima. Ad oggi le vittime accertate di West Nile sono 12 nel solo 2018, con ben 81 casi gravi trattati, come ha ricordato il consigliere regionale di Forza Italia Andrea Galli chiedendo di potenziare, in futuro, la profilassi contro le zanzare. La zona adiacente alla via in cui abitava Graziano Gazzotti, via Mar della Cina, è quella della linea ferroviaria dismessa accanto alla Tangenziale; zona nella quale i residenti lamentano una forte presenza di zanzare.


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