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Si tratta di un congegno minuscolo, da una unità più grande, riceve ultrasuoni e li trasforma in energia elettrica per stimolare il battito cardiaco

Questo è il momento in cui il piccolissimo pacemaker, appena 12 millimetri di lunghezza e senza fili, viene impiantato nel cuore di un paziente. Riceve gli ultrasuoni da un altro apparecchio di ridotte dimensioni, che si vede sopra, posizionato sotto la cute. L’intervento è stato eseguito dal cardiologo del Policlinico Sant’Orsola Mauro Biffi e dalla sua equipe: sono stati i primi in Italia e hanno già operato due pazienti di 53 e 74 anni. Un sistema rivoluzionario: prende energia dall’unità esterna ed elimina il rischio di infezioni.


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