in:

La regione ai vertici delle buone pratiche in campo sanitario: i dati del libro bianco 2012, che segnano anche una rimonta del sud del paese.

Una sanità che cambia e imbocca la strada del miglioramento della qualità, con un occhio sempre più attento ai costi di gestione. E nella ‘classifica geografica’ delle buone pratiche, la parte del leone la fa ancora una volta l’Emilia Romagna, con 25 esempi, seguita dalle Marche, con 12. Nel complesso si assiste poi ad una rimonta del Sud, dove si collocano il 18,7% delle esperienze ‘modello’, due anni fa localizzate quasi esclusivamente al Nord. E’ questa l’istantanea che emerge dalla seconda raccolta di esperienze aziendali del ‘Libro Bianco della Buonasanità’, che raccoglie 75 esperienze selezionate dal Comitato scientifico dell’Osservatorio FIASO (la Federazione di Asl e Ospedali) sulle buone pratiche sanitarie. Nel Libro bianco, in collaborazione con l’Ansa, la maggior parte delle esperienze selezionate ha riguardato l’integrazione socio-sanitaria e la presa in carico delle malattie croniche con un’attenzione sempre maggiore all’assistenza a domicilio (27%), mentre al secondo posto ci sono le modalità organizzative, gestionali, formative e valutative che connotano la politiche del personale (25%). Seguono le buone pratiche tese a migliorare le strategie e gli strumenti correlati alle performance clinico-assistenziali e gestionali (24%), il rapporto medico-paziente (19% delle esperienze), i mutamenti nel ruolo e nelle funzioni dell’operatore infermieristico nei servizi ospedalieri e territoriali (5%). In tutto sono state coinvolte 37 Aziende, circa il 23% in più rispetto al 2011.


Riproduzione riservata © 2018 TRC