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In regione ne chiudono 25 su 61, alcuni di questi diventano Case della salute. La linea dell’assessore regionale e il Pal modenese.

Riduzione del numero degli ospedali, risparmio in termini posti letto, unificazione delle centrali del 118 e di molti servizi amministrativi: sono questi alcuni dei progetti consegnati ai sindacati dall’assessorato regionale alla sanità. Forse il piano più importante degli ultimi anni che cambierà faccia al servizio sanitario per rispondere ai tagli imposti dalla spending review ma cercare di garantire ugualmente i servizi alla cittadinanza. Nella bozza di via Aldo Moro è chiaro il concetto: “una parte rilevante delle cure intermedie – si legge – è garantita all’interno degli ospedali con costi maggiori non necessari”. E per questo motivo queste strutture devono essere chiuse, o meglio riconvertite. Su scala regionale chiuderebbero 25 ospedali su 61 e verrebbero trasformati in centri dedicati ai più anziani. A Modena, a dire il vero, la rivoluzione è già iniziata da tempo e si chiama PAL, piano attuativo locale. Nella nostra provincia, che ha un bacino d’utenza di 690mila residenti, l’Azienda USL prevede la realizzazione di diverse Case della Salute. Finora sono state inaugurate le strutture a Bomporto, Finale Emilia,Pievepelago, Montefiorino e la prima sede di Novi di Modena. Entro la fine dell’anno, inoltre, è prevista l’attivazione della ‘Casa della Salute’ di Fanano. Anche a Modena è appena uscito il bando della Casa della salute e si cerca un immobile adatto. Resterebbero con la qualifica di ospedale le strutture di Modena, Policlinico ed ex Sant’Agostino, Sassuolo, Mirandola, Carpi, Pavullo e Vignola. Alla luce dei parametri indicati, potrebbe essere a rischio invece Castelfranco Emilia che già a suo tempo era stato contemplato come Casa della Salute. Nei piani della Regione c’è poi l’unificazione delle centrali del 118. Ne resteranno tre: Bologna, Ravenna e Parma e quella dei servizi amministrativi di molte strutture ospedaliere. Entro metà 2014, quindi, è destinata a chiudere la sede modenese di via Emilia Est. Parte ora il confronto sui tagli: primo vertici il 29 novembre sempre a Bologna con Errani, Lusenti e Dionigi. Un processo lungo che non sarà privo di scontri.


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