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Conseguenza della crisi e di un maggior rigore nelle prescrizioni, ma nel modenese ha inciso anche il terremoto. Meno 11%.

Più di un milione di visite ed esami specialistici e di laboratori in meno dal 2011 al 2012. E’ la fotografia della sanità modenese, una situazione che è certamente segno della lunga crisi che stiamo vivendo ma che racconta anche molto di più: a cominciare dal terremoto e dalle sue conseguenze. Se nel 2011 complessivamente il sistema sanitario aveva erogato più di 10 milioni di prestazioni, nel 2012 non si è arrivati a 8 milioni e 900mila tra visite, diagnostica, prestazioni terapeutiche ed esami di laboratorio: un – 11,53%, che diventa – 44% nel distretto di Mirandola e -33% a Carpi: le zone maggiormente colpite dal sisma. Variazioni meno significative nei distretti di Modena e di Sassuolo, addirittura in crescita a Pavullo, dove parte dei pazienti dell’area del cratere erano stati temporaneamente dirottati. Il dato modenese è comunque in linea con quello regionale: in Emilia Romagna le prestazioni in ambulatorio sono crollate del 10%. In un anno il numero di visite ed esami è passato da 75 a 65 milioni, 7 milioni e mezzo in meno in 12 mesi. Colpa dei tagli del governo e anche di un effetto della recessione, senza contare chi sceglie il privato al pubblico. Ma c’è un altro fattore da tenere presente, quello dell’appropriatezza delle prescrizioni: maglie più strette che vietano di ripetere esami inutili o troppo vicini nel tempo. ….


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