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Niente da fare nel bolognese per i due progetti di fusione, sostenuti dal centro sinistra ma osteggiati da Lega e M5s.

Niente da fare nel bolognese per i due progetti di fusione, sostenuti dal centro sinistra ma osteggiati da Lega e M5s. Rimangono due comuni distinti Castenaso-Granarolo dove in no hanno vinto in entrambi i territori. I ‘no’ hanno nettamente prevalso, 8.199 elettori (75,26%), mentre i ‘sì’ sono stati 2.695 (24,74%). A Castenaso il no ha raggiunto il 78%, a Granarolo ha superato il 71%. Niente da fare anche per Baricella e Malalbergo: ci sono stati 3.618 ‘no’ (65,81%), 1.880 ‘sì’ (34,19%). A Baricella 1.496 ‘no’ (62,33%), 904 ‘sì’ (37,67%). A Malalbergo 2.122 ‘no’ (68,50%), 976 ‘sì’ (31,50%). Solo 3 su sette, in totale, le fusioni approvate in regione: due nel ferrarese e una nel parmense. Bocciatura nel modenese, in un’altra nel parmense e le due bolognesi.

“Paghiamo – ammette Stefano Sermenghi, sindaco di Castenaso – anche l’onda lunga dei risultati negativi per il Pd in tutta Italia”. Movimento 5 stelle e centrodestra ora infatti sperano in vista delle amministrative e soprattutto delle regionali 2019.
Pur assumendosi la colpa della sconfitta però, Sermenghi respinge le richieste di dimissioni arrivate subito dopo la proclamazione del risultato del referendum


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