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In attesa di capire se il fantasma del voto anticipato abbia mosso le acque sulle rive di cinque Stelle e centrodestra, continuano i no su luglio

In attesa di capire se il fantasma del voto anticipato abbia mosso le acque sulle rive di cinque Stelle e centrodestra, i cui contatti e trattative hanno ripreso a gonfie vele grazie alle ulteriori 24 ore date dal presidente Mattarella prima di mettere in pista il suo governo di tregua, la possibilità delle urne aperte a luglio continua a far discutere. E dopo la battuta – corredata da qualche elemento di concretezza – del sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, sulla concomitanza del voto con la Notte Rosa, il capodanno dell’estate che porta spiagge e hotel a registrare il tutto esaurito, e l’allarme dell’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini – secondo cui l’ipotesi elezioni a luglio arrecherebbe danni al turismo, sull’argomento è tornato anche il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Stefano Versari. Perché urne aperte a luglio significa sedi elettorali, e le sedi elettorali sono le scuole. Inclusi gli istituti superiori, dove in quel periodo si svolgono gli esami di maturità


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