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Vittoria del Pd inequivocabile. Forte calo di Forza Italia, delusione per il M5S. Emilia Romagna bacino di voti importante per il Pd, votato dal 52,5% degli elettoria. De Castro campione di preferenze in Emilia Romagna

Manca ancora il 6,6% dei seggi, ma la vittoria del Partito Democratico è inequivocabile. Il partito guidato dal premier Matteo Renzi, infatti, si aggiudica per queste elezioni europee il 40,8%. Colpo di scena per il Movimento 5 Stelle, che si trova costretto ad incassare un 21,2% (tanto che sui social network l’ormai noto hashtag #vinciamonoi si è trasformato in #vinciamopoi). Brusca battuta per il partito di Silvio Berlusconi, che si accapparra un risicato 16,8%. Mentre la Lega Nord segna quota 6,2%. Superano la soglia di sbarramento Nuovo Centro Destra – Udc con il 4,4% e la lista guidata dal greco Tsipras (L’Altra Europa per Tsipras) con il 4%. A chiusura delle operazioni l’affluenza italiana segna quota 58,7%, rispetto ad un 66,3% del 2009.

Dati elettorali Emilia Romagna

Nel giorno del successo del Pd, l’Emilia-Romagna si conferma un bacino di voti importante per il partito guidato da Matteo Renzi: oltre un elettore su due fra quelli che sono andati ieri a votare ha scelto il Pd che si è attestato sul 52,5%. Nella Regione dove sono cominciate le fortune elettorali del Movimento 5 Stelle, invece, il calo è più vistoso che altrove, con il 19,2%. Forza Italia è all’11,8%. Alle 14 cominceranno gli scrutini per le elezioni amministrative.

 

Paolo De Castro, ex ministro del governo Prodi e ‘ambasciatore’ della delegazione italiana sulle politiche agroalimentari, è stato il campione delle preferenze in Emilia-Romagna: ne ha prese infatti 54.626, superando, in Regione, anche la capolista del Partito Democratico Alessandra Moretti (53.911) e l’altro ex ministro Cecile Kyenge (51.614). Il calcolo delle preferenze per stabilire quali saranno gli europarlamentari va fatto però a livello circoscrizionale, dopo che i posti saranno stati ripartiti a livello nazionale. Fra gli emiliano-romagnoli, nel Pd, sicuri di un seggio ci sono la Kyenge e lo stesso De Castro, entrambi arrivati alle spalle della Moretti e di Zanonato. Dopo Paola De Monte (quinta) c’è la sorpresa Elly Schlein che con 32.921 preferenze raccolte in Emilia-Romagna e oltre 50mila nella circoscrizione, si è messa alle spalle gli altri due candidati forti della regione: Damiano Zoffoli (settimo) e Salvatore Caronna, che ha dieci candidati in lista che hanno preso più voti e che quindi non riconfermerà il suo seggio a Bruxelles. Dall’Emilia-Romagna dovrebbe essere autorizzato a prepararsi per l’europarlamento anche il riminese Marco Affronte: è infatti il secondo della graduatoria del Movimento 5 Stelle con oltre 18mila preferenze. Niente da fare per gli emiliano-romagnoli di Forza Italia (Samorì, Filippi, Gottarelli e Rescigno), come pure Ivano Marescotti della lista Tsipras.

 

Netta affermazione per il Pd alle elezioni europee a Reggio Emilia. Nel capoluogo emiliano il partito di Matteo Renzi si è imposto con il 55,31% dei consensi (pari a oltre 46 mila voti), staccando il Movimento 5 stelle che si ferma al 18% dei consensi (15.600 preferenze circa). In coda Forza Italia (9%), Nuovo centrodestra-Udc (2,26%), Fratelli d”Italia (2,27%), L’altra Europa con Tsipras, (5,32%) e Lega nord (3,87%). Ultimi classificati Verdi (1, 07%) Idv (0,35%), Scelta Europea (0,74%), Io cambio (0,19%) e Svp (0,09%). Se la proporzione delle urne europee fosse confermata anche in sede di voto amministrativo, dunque, il candidato sindaco del centrosinistra Luca Vecchi risulterebbe eletto al primo turno superando abbondantemente la soglia del 50% più uno dei voti necessari per diventare, senza passare da un eventuale ballottaggio prospettato alla vigilia, il nuovo primo cittadino.


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