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Il responsabile dei rapporti con gli enti locali del nuovo Pd di Renzi parla di ritorno da Roma, dove si è tenuta la prima segreteria. Non si ricandiderà segretario regionale, bocca cucita invece sulla corsa a primo cittadino di Modena

Nel giorno della prima riunione della nuova segreteria Pd, convocata alle 7 di mattina, Stefano Bonaccini parla della squadra di Matteo Renzi, dei congressi regionali e delle amministrative. Ma su Modena Stefano Bonaccini tiene la bocca cucita. “Se mi chiedete di Modena non parlo”, mette in chiaro il segretario regionale uscente del Pd in Emilia-Romagna, arrivato questa mattina intorno all’ora di pranzo in Regione. Da Bonaccini il partito sotto la Ghirlandina si attende ancora una risposta definitiva sulla sua possibile corsa come sindaco di Modena, dopo essersi detto disponibile a candidarsi qualche settimana fa.

 

Da Modena arrivano pressioni, sia in un senso (conferma della candidatura) sia nell’altro (passo indietro, ultima a chiederlo oggi è Mariangela Bastico). Ma Bonaccini prende ancora tempo. Oggi nella sede della Regione a Bologna si limita a confermare che darà una risposta “a breve”. Ma quindi domani sarà convocata davvero una conferenza stampa a Modena? Bonaccini allarga le braccia e fa un gesto generico con la mano, per lasciare in sospeso anche qualsiasi scadenza temporale.

 

Bonaccini dà poi l’addio definitivo all’eventuale ricandidatura da segretario regionale del Pd in Emilia-Romagna. “Non mi ricandido – conferma – è stata una bella esperienza, durata quattro anni, ma ora è giusto che ci sia un ricambio”. Sul nome in pole per la sua successione, ovvero il segretario di Ferrara Paolo Calvano, però non si sbilancia: si limita a sorridere e ad alzare le mani.

 

Unico commento è per la riunione romana all’alba. “E’ stata molto operativa – racconta – abbiamo fatto una ricognizione delle deleghe e abbiamo messo a fuoco i punti del discorso che Renzi farà all’Assemblea nazionale del partito. Ogni settimana ci sarà una riunione della segreteria, cercheremo di essere più operativi possibile”. Secondo Bonaccini “è una bella squadra”, forte soprattutto del fatto che Renzi “ha ottenuto un’investitura vera, piena e autorevole”. E questo “gli dà modo di costruire una nuova classe dirigente. Anche la scelta di Filippo Taddei va in questo senso – spiega Bonaccini – di avere persone capaci al di là delle preferenze espresse alle primarie”.

 


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