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“La vittoria è molto chiara e indiscutibile. Anche a Bologna e in Emilia-Romagna. Ora sosterremo lealmente il suo lavoro”. Nella segreteria di Renzi, Bonaccini e Taddei.

Resa dei conti tra i democratici bolognesi dopo la vittoria di Renzi alle primarie. Va bene l’autonomia del Pd a Bologna, ma la dirigenza cuperliana che governa la federazione di via Rivani ora non si arrocchi dopo la sconfitta alle primarie. “Non serve a nulla”, avverte il renziano Benedetto Zacchiroli, consigliere comunale Pd a Bologna, questa mattina ospite di Radio Tau. “L’autonomia c’è sempre stata e deve continuare ad esserci – ragiona Zacchiroli – non è Roma che deve decidere cosa succede a Bologna, ma è Bologna insieme agli altri territori che deve decidere cosa succede a Roma”.

 

Ora però “non bisogna restringersi – ammonisce il renziano – non bisogna pensare che il pensiero del partito debba essere obbligatoriamente quello espresso solo da alcuni. Il Pd è molto più largo ed è questa la sua forza”. La partecipazione e il largo consenso ottenuto da Matteo Renzi alle primarie “caricano tutti di una responsabilità enorme: è veramente l’ultima chiamata, non avremo più alibi – insiste Zacchiroli – dal territorio è arrivato un messaggio chiaro e lampante, bisogna andare in una direzione certa. E spero che nella sua autonomia anche Bologna voglia fare così, che non ci si arrocchi, perchè non serve a nulla”. E’ di fatto una raccomandata per il segretario provinciale del Pd, Raffaele Donini.

 

“La vittoria di Renzi è molto chiara e indiscutibile. Anche a Bologna e in Emilia-Romagna. Ora sosterremo lealmente il suo lavoro”. Lo dichiara il deputato di Bologna Andrea De Maria, capofila dei cuperliani in città, che proimette anche di difendere “sempre l’unità del PD ma non rinunciando a far vivere ancora di più nel partito quei valori di giustizia sociale e di dignità che sono stati alla base della nostra campagna congressuale”. De Maria annota che “a Bologna Cuperlo ottiene un risultato superiore alla media nazionale e regionale ma che risente inevitabilmente del trend generale, che è stato, lo dico sinceramente, più netto di quanto mi aspettavo”.

 

Pur salutando la grande “partecipazione alle primarie di tantissimi cittadini”, De Maria non si trattiene dal sottolineare che è stata “favorita da regole che hanno consentito di votare per il Segretario del PD anche chi non è nemmeno detto lo rivoterà alle elezioni politiche. Un rischio che si è già verificato e che tutti insieme dovremo saper scongiurare in futuro”. “Ci sono battaglie che sono giuste anche quando si perdono”, conclude De Maria. “E che nel tempo daranno i loro frutti. Questo è stata e sarà la battaglia per far vivere nel Pd i valori della Sinistra. Per questo nei prossimi giorni ci sarà una riunione di chi ha sostenuto Cuperlo a Bologna, per ragionare insieme degli appuntamenti futuri che ci attendono”.

 

Anche a Ravenna la vittoria di Matteo Renzi alle primarie del Pd è andata oltre le aspettative. Nei 95 seggi allestiti in provincia i votanti sono stati 42.427: per Renzi 31.632 (74,77%), per Cuperlo 6.000 (14,18%), per Civati 4.673 (11,05%). Il sindaco Fabrizio Matteucci, che al giro nei circoli aveva votato Cuperlo e ieri ha scelto Renzi, suona la sveglia al partito: “A Ravenna la partecipazione è strepitosa e il successo di Matteo Renzi è più netto che a livello nazionale. Questa volta noi del Pd ci possiamo risparmiare quei noiosissimi dibattiti post-voto. Renzi ha stra-vinto, Civati ha preso quel che doveva, Cuperlo ha perso nettamente perchè lui è ottimo ma chi ha concepito la sua candidatura – nota il sindaco di Ravenna – ha sbagliato ancora”.

 

“E’ la prima volta – continua Matteucci – che c’è una differenza così netta fra il voto degli iscritti nei circoli (lì ho votato anche io Gianni) e quello degli elettori (ieri ho votato Renzi per le ragioni che a settembre ho illustrato alla festa del Pd)”. Matteucci conferma di non essere un renziano al 100%: “Matteo Renzi ha promesso di sbaraccare le correnti. Io l’ho votato ma mi godo la libertà di non essere un suo fan. Adesso è indispensabile sbaraccare tutte le correnti, aprire il partito, raddoppiare gli iscritti in un anno, promuovere una nuova classe dirigente dotata di passione e talento. Non c’è tempo per festeggiare. Questa – avvisa il primo cittadino – è davvero l”ultima chiamata per il Pd”.

 

E c’è un bel pezzo di Emilia nella squadra di Matteo Renzi. Il nuovo segretario del Pd ha infatti scelto, per due incarichi di grande peso il modenese Stefano Bonaccini e il bolognese Filippo Taddei. Bonaccini, segretario regionale del Pd, coordinatore della campagna di Renzi, sarà il nuovo responsabile degli enti locali, mentre Filippo Taddei è, di fatto, il nuovo responsabile economico del partito. Professore della John Hopkins era coordinatore bolognese della mozione di Pippo Civati.


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