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La Procura Regionale della Corte dei Conti contesta 100 mila euro spesi per l’acquisto di spazi di programmazione resi disponibili dalle emittenti televisive locali negli anni 2010, 2011 e 2012. Settantamila alla Lega Nord

Risarcire la Regione per le interviste in tv pagate con i soldi pubblici. La Procura della Corte dei conti dell’Emilia-Romagna ha presentato oggi il conto a sette capigruppo, ed è salatissimo, più di 100mila euro. La richiesta deriva da uno dei filoni dell’inchiesta della Procura di Bologna sulle cosiddette spese pazze dei consiglieri regionali, quello relativo alle interviste a pagamento fatte in alcune emittenti locali bolognesi tra il 2010 e il 2012. A processo andranno così gli ex capigruppo di Pd e Pdl, Marco Monari e Luigi Giuseppe Villani; Gian Guido Naldi di Sel, Roberto Sconciaforni della Federazione della Sinistra, Silvia Noé dell’Udc, Mauro Manfredini della Lega nord e Andrea Defranceschi del Movimento 5 Stelle. Ciascuno di loro, secondo la Procura contabile, deve risarcire alla Regione, gli importi spesi in tv dai consiglieri del proprio gruppo. Il caso più clamoroso è quello della Lega Nord con il modenese Mauro Manfredini che dovrebbe restituire ben 70mila euro. Decisamente meno oneroso il conto presentato agli altri con cifre che vanno dai 15mila euro del Pd ai nemmeno 3mila del Pdl. Risorse che secondo i pm della Corte dei conti non rispettano il vincolo di destinazione delle spese di funzionamento. Secondo la Procura regionale le normative in materia di pluralismo nella programmazione delle emittenti radiotelevisive locali e i principi di obiettività ed imparzialità dell’informazione non consentono di ritenere lecito il contratto con cui un soggetto politico ed un’emittente radiotelevisiva si accordano per il pagamento di una somma di denaro a fronte della partecipazione a programmi di informazione o comunicazione politica. Comportamento per altro già stigmatizzato dall’Ordine dei giornalisti e su cui anche la Procura ordinaria ha un’inchiesta aperta. La difesa dei sette capigruppo coinvolti è univoca: “Abbiamo fatto una cosa che per noi era regolare”.


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