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Una vicenda che crea più di un malumore nella base del Pd. Ora però entra nel vivo anche l’inchiesta della Procura di Bologna

Una vicenda politica e giudiziaria che corre su due binari, distinti ma paralleli. L’inchiesta della Procura di Bologna ha creato più di un malumore nella base del Pd, che da giorni chiede a gran voce una verifica interna e una svolta all’insegna della sobrietà. Difficilmente, prima delle primarie dell’8 dicembre, i vertici del partito apriranno questo fronte, ma il confronto non potrà essere evitato in eterno. Ma al di là delle scelte e delle vicende interne dei singoli partiti, cresce l’attesa per capire le mosse della Procura di Bologna che ha indagato per peculato tutti i nove capigruppo consiliari e pare intenzionata a sentire anche numerosi consilieri. I pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari però non si fermeranno ai politici. Anche l’ex segretaria del leader regionale del Pd, Stefano Bonaccini, sarà convocata in Procura, per chiarire il ruolo e le funzioni svolte dalla donna. Gli inquirenti vogliono cioè capire se Caterina Bratti, pur avendo un contratto a progetto con il gruppo Pd di viale Aldo Moro, abbia anche supportato l’attività politica di Bonaccini. Un comportamento, se confermato, espressamente vietato, per chi è consulente di un gruppo consiliare in Regione. Di peculato, invece, dovrà rispondere anche il capogruppo della Lega Nord, il modenese Mauro Manfredini. Finito sotto accusa in particolare per le ingenti spese di comunicazione del Carroccio regionale, ben 100mila euro tra maggio 2010 e dicembre 2011. Manfredini si è difeso dicendo che le spese contestate, di cui 70mila euro di pubblicità, si riferiscono interamente alle interviste tv a pagamento, uno dei tanti filoni dell’inchiesta della Procura di Bologna. Pratica, per altro, già duramente stigmatizzata dall’Ordine dei giornalisti. Intanto, ieri, il capogruppo della Lega Nord ha confermato di avere già ricevuto l’avviso di fine indagine per peculato relativo alle spese della scorsa legislatura. Il leader del Carroccio però ha ribadito di “essere pronto a chiarire ogni addebito”.


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