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Nonostante molte province siano passate al rottamatore, a Bologna è Cuperlo a farla da padrone. Anche a Modena il sindaco è secondo, anche se di misura.

Matteo Renzi cresce, ma in Emilia-Romagna, dove soprattutto gli iscritti di Bologna (il blocco più consistente della ex regione rossa) fermano l’avanzata del rottamatore, non sfonda come altrove. E’ proprio la larga vittoria sotto le Due torri, con un ruolo molto consistente della città, a consentire a Gianni Cuperlo di fermare Renzi. I dati ufficiosi parlano di sole tre province rimaste fedeli agli ex Ds. Oltre a Bologna, sono cuperliane, sia pure di misura, anche Ravenna e Modena. Quest’ultimo è un dato rilevante anche perchè Modena è la città del segretario regionale Stefano Bonaccini, passato dalle fila bersaniane a quelle di Renzi fino ad essere nominato responsabile della propria campagna congressuale dal sindaco di Firenze. Renzi, ha però vinto in otto ”territori” Pd su undici (alle province della suddivisione amministrativa si aggiungono Imola e Cesena). I cuperliani comunque esultano per la vittoria nettissima di Bologna. Il parlamentare bolognese Andrea De Maria afferma: “siamo già tutti impegnati per vincere le primarie dell’8 dicembre.

 

 

 

 

 

 


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