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E’ scontro in seno al Pdl tra l’attuale gruppo dirigente e i bertoliniani sull’infiltrazione della mafia nel partito

Censura per Andrea Leoni e mandato alla magistratura per perseguire chi “continua ad alimentare campagne diffamatorie e calunniose nei confronti del Pdl e dei suoi dirigenti”. Al termine della prima riunione post congressuale del nuovo coordinamento provinciale del partito, l’attacco ai sostenitori di Isabella Bertolini è frontale, rei secondo Olga Vecchi di aver fondato due nuovi soggetti politici Forza Modena e Forza Emilia Romagna e di cercare lo scontro per avere un alibi per uscire dal Pdl. All’unanimità i neo eletti hanno censurato la presa di posizione dei giorni scorsi del consigliere regionale con la quale Andrea Leoni sottolineava come ben tre arrestati nell’ultima operazione dell’antimafia contro i Casalesi fossero vicini al Pdl e chiedeva l’allontanamento di chi ne aveva consentito l’ingresso nel partito. “Non accettiamo lezioni da chi, fondando un nuovo movimento, tradisce il mandato degli elettori ponendosi sostanzialmente fuori dal partito, e da chi ha contribuito alla caduta del Governo Berlusconi”, replica oggi il vice coordinatore Alessandro Lei che pure ribadisce come il partito sia dalla parte delle forze dell’ordine e della Magistratura. Anche perché nessuno nel modenese può chiamarsi fuori dopo l’accorato appello lanciato dal procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso. Il numero uno dell’antimafia dell’Emilia Romagna, dopo l’ultima clamorosa operazione aveva infatti chiamato a raccolta l’intera società modenese “perché – aveva detto – la mafia è radicata e la lotta non può essere lasciata solo alla magistratura”. Appello raccolto dal Sindaco Pighi che ha detto di apprezzare la sollecitazione del procuratore “perché i comuni si costituiscano come parti civili nei processi contro lamafia”.


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