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Maroni chiede “pulizia”. A Modena si prova a ricucire dopo la spaccatura al congresso

E’ una vera e propria batosta quella che nelle ultime ore ha colpito al cuore il Carroccio. Questa volta a finire nelle maglie della giustizia è Francesco Belsito, diventato non solo sottosegretario nell’ultimo governo Berlusconi, ma tesoriere della Lega Nord. Accusato di distrarre fondi per la famiglia Bossi e di collegamenti con la ‘ndrangheta, Belsito ieri sera ha presentato le proprie dimissioni. Ma il terremoto che ha fatto vacillare l’uomo simbolo, il leader Umberto Bossi, ha provocato non poche crepe in questo partito già messo a dura prova da scontri intestini, Maroniani da una parte, Bossiani dall’altra. E proprio il numero 2, Roberto Maroni, dice: “ora si faccia pulizia”. Un diffuso malessere all’interno del movimento, pur con motivazioni diverse, che non aveva risparmiato nemmeno Modena, dove per la prima volta figurava una doppia candidatura alla segreteria provinciale. Alla fine i militanti hanno scelto la continuità, confermando il giovane leader Riad Ghelfi, il quale ha subito voluto smentire le voci di spaccatura interna: "i due candidati – ha detto – non rappresentavano un segnale di disgregazione, ma di grande democrazia. Ognuno ha avuto così modo di esprimere la propria opinione". Separazione definitiva, invece, in casa centrodestra. Alle amministrative di maggio, Lega nord e Pdl si presenteranno divisi. “Non avrebbe senso – ha chiarito Ghelfi – allearsi con un partito che sostiene il Governo Monti, con cui noi siamo totalmente in disaccordo. La Lega Nord correrà da sola".Delle dimissioni di Belsito ha parlato anche il senatore modenese Carlo Giovanardi che, intervenendo al programma radiofonico di Radio 2, “Un Giorno da Pecora”, ha spiegato che quello di oggi non è il Senatur che lui ha conosciuto. “Il Bossi combattivo e pugnace – ha detto – da tanto tempo ha lasciato il posto ad un altro Bossi”. 


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