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Ma non c’è solo la manovra a scuotere il mondo politico. Da quando iniziata la raccolta di firme per il referendum contro il Porcellum, è tornato d’attualità il dibattito sulla legge elettorale.

Che l’attuale legge elettorale piaccia a pochissimi è cosa nota, basti pensare che il suo ideatore il Ministro Calderoli, la definì una porcata, ma cambiare qualcosa, quando si tratta di politica italiana, è molto più difficile. E così il Porcellum resiste alle critiche e quasi ce ne eravamo dimenticati, presi dalla crisi economica. Ma l’avvio della raccolta di firme per il referendum che punta ad abolirlo, ha riacceso il confronto. Del comitato promotore fanno parte Italia dei valori e Sinistra ecologia e libertà non il Pd, ma questo non impedisce a migliaia di dirigenti ed elettori democratici di firmare. Sono già più di mille le firme raccolta in due giorni a Modena, con il banchetto allestito dal comitato promotore presso la Festa di Ponte Alto, preso letteralmente d’assalto. “Firmare – sottolinea Vasco Errani – non indebolisce né il Pd né Bersani”, e a riprova di ciò è arrivata la firma del segretario provinciale Davide Baruffi e quella annunciata del segretario regionale Stefano Bonaccini. Ma nel frattempo il Pd gioca anche la partita parlamentare e da ieri può contare sull’appoggio di Casini. Il leader dell’Udc da sempre sostenitore del proporzionale alla tedesca, si è detto pronto a discutere anche la proposta del Pd. Tutto pur di cambiare il Porcellum, ma nel dubbio i modenesi continuano a firmare.  


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