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Di manovra ha parlato ieri anche Laura Garavini. La parlamentare del Pd, originaria di Vignola, ha dirottato l’attenzione sui costi delle mafie e su quanto il Governo potrebbe recuperare combattendo la sopraffazione mafiosa.

Il quadro è preoccupante: troppo spesso, sinora, la politica ha fatto l’errore di sottovalutare la pervasività del fenomeno mafioso. La mafia, come una piovra silenziosa, ha allungato i suoi tentacoli nel campo della finanza e degli affari, reinvestendo i propri capitali in imprese legali. “E di fronte ad un fatturato stimato attorno ai 180 miliardi l’anno, la propaganda non serve: servono invece azioni importanti a livello preventivo e repressivo”. Parola di Laura Garavini, parlamentare italiana e capogruppo per il Pd della Commissione Antimafia. La Garavini ha sottolineato in particolare il ruolo determinante della società civile e quello, prezioso, degli amministratori locali. Spicca l’esempio della nostra Regione, che ha licenziato, qualche mese fa, una legge ad hoc che contrasta la criminalità organizzata. Ma oggi una necessità prioritaria è che la politica ponga dei paletti precisi e che, soprattutto, intervenga con norme legislative che permettano di colpire duramente la criminalità organizzata e, dunque, il vasto giro di affari. "Se noi andiamo a sommare queste cifre e le dividiamo per il numero dei cittadini – dice la Garavini – viene fuori una cifra di 6mila euro all’anno, sottratti allo Stato per la fortuna delle mafie. Se la politica andasse a colpire questo reddito mafioso non avremmo neanche bisogno di una manovra straordinaria".


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