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E’ previsto per il 6 settembre lo sciopero generale della CGIL per protesta contro la manovra del Governo. Se la maggiore sigla sindacale italiana ha scelto la linea dura, così non si può dire per CISL e UIL.

La prima secessione sull’Aventino avvenne oltre 2500 anni fa. La scontro tra patrizi e plebei nella Roma di allora impose ai secondi di ritirarsi in massa sul colle per boicottare ogni attività, dalle più semplici alla leva militare. A distanza di tempo il dubbio è sempre quello. Ritirarsi sull’Aventino o trattare? Un dubbio che non sembravano avere CGIL, CISL e UIL. Il punto in comune è la protesta verso le due manovre estive del governo: il modo però è assai diverso. La CGIL sceglie il muro contro muro e proclama lo sciopero generale del 6 settembre. CISL e UIL trattano col Governo per ottenere perlomeno un piccolo passo indietro dell’esecutivo. "La manovra avrà un effetto profondamente depressivo sull’Italia. Penalizzando gli enti pubblici si penalizzano anche pensionati e lavoratori. Cisl e Uil si devono svegliare dal torpore: con la loro posizione non affondano sul Governo" dice Danilo Barbi, della segreteria nazionale Cgil. La replica è affidata a Roberto Melotti, della segreteria provinciale Cisl: "La nostra piattaforma è identica per il 95% a quella della Cgil, ma cambiano i metodi: noi trattiamo e non cerchiamo il muro contro muro".


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