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Confronto politico, alla Festa del Pd, ma anche misure concrete che gli enti locali e le aziende devono mettere in campo per adeguarsi alla manovra del Governo, che ancora potrebbe cambiare, ma che intanto dopo la pubblicazione del decreto del 13 agosto è già operativa. A Modena tiene banco il confronto sui tagli del Comune

Cna all’attacco delle misure ipotizzate dal Comune di Modena per adeguarsi, a malincuore, alla nuova stangata sugli enti locali decisa a ferragosto dal Governo. 60 milioni di minori risorse che il Sindaco Pighi vorrebbe recuperare anche aumentando l’addizionale Irpef e introducendo la tassa di soggiorno. Due opzioni bocciate senza appello da Cna che, di contro, propone di vendere le azioni di Hera e avviare una politica di esternalizzazione dei servizi, dagli asili alle manutenzioni e alla gestione del verde pubblico. Una strada indicata in sede di approvazione del bilancio anche dal consigliere dell’Udc, Davide Torrini. Per ora, però, il Comune aspetta di sapere davvero cosa accadrà, ossia se il Parlamento cambierà qualcosa. Altrimenti saranno lacrime e sangue. Nel frattempo da Piazza Grande replicano ai numeri diffusi nei giorni scorsi dal Pdl ricordando che i dirigenti erano 50 nel 2002 e oggi sono 36, mentre i dipendenti a tempo indeterminato sono 1867 e non 2100. Diversa anche la visione sui contributi che il Pdl vorrebbe tagliare e che secondo la Giunta servono a finanziare il welfare locale sostenendo azioni di associazioni di volontariato che altrimenti o non ci sarebbero o graverebbero sulle casse comunali. Querelle politica a parte, servono azioni concrete. Negli ultimi sei mesi il Comune ha deciso di puntare forte sul contrasto all’evasione fiscale. Più di 100 le segnalazioni inviate all’Agenzia delle entrate. In tutto il 2009 furono solo 55.


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