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Tagli ai costi della politica, proposta-shock dell’udc modenese: solo 18 comuni nella provincia di Modena, anziché gli attuali 47. La riduzione, per fusioni e accorpamenti, porterebbe soprattutto più efficienza nei servizi alle famiglie e alle imprese.

Accorpare i comuni per ottenere servizi più efficienti a famiglie e imprese. A lanciare la proposta è l’udc modenese che ha presentato uno studio in cui, nella nostra provincia, i comuni potrebbero scendere dagli attuali 47 a sole 18 municipalità, ben 29 in meno. Sarebbero così unificati in strutture maggiori i corpi dei vigili urbani, i i servizi educativi e di welfare. Gli obiettivi, sottolinea l’udc, non sono tanto di risparmio sui costi della politica, che comunque ci sarebbero, ma soprattutto per l’efficienza delle amministazioni. La nuova mappa ideata dall’udc ricalca in parte le già esistenti unioni dei comuni, ma guarda soprattutto all’omogeneità dei territori. L’appennino passerebbe da 16 a 5 comuni: il Cimone, la parte est, la parte ovest, la zona di Pavullo e quella di Serramazzoni. I 9 comuni della bassa diventerebbero 3: est, ovest e centro. Per quest’ultimo, che comprende Cavezzo, Medolla e San Prospero, ricordiamo che è già in corso un progetto di autofusione in discussione tra i capigruppo dei consigli comunali. La proposta udc non tocca invece il comprensorio ceramico, lasciando inalterati Sassuolo, Fiorano, Formigine e Maranello, ma gli stessi promotori ammettono che sul tema occorre avviare un dibattito dal basso anziché attendere una scure dall’alto. Per quanto riguarda il capoluogo, infine, Modena verrebbe accorpata con Campogalliano, mentre Carpi sarebbe unificata a Novi e Soliera.


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