in:

Le contraddizioni della manovra di Ferragosto, tra tagli alle amministrazioni e privilegi della casta

La Robin tax non piace alle società di energie rinnovabili. La Tobin tax deprime i mercati finanziari europei. La tassa di solidarietà fa piangere i “Paperoni” d’Italia da Nord a Sud, fa inalberare ampi segmenti della maggioranza e raccoglie l’opposizione netta persino dei calciatori che, proprio no, di essere solidali non vogliono affatto saperne. E chi paga, allora, i conti per risanare la voragine di bilancio e togliere al nostro Paese le orecchie d’asino di fronte al “maestro europeo”? Pantalus, è chiaro, ovvero il ceto medio per eccellenza, quello che, stretto nella morsa dell’ennesima manovra, per ribellarsi non ha nemmeno uno strumento. Ribellarsi di fronte ai proclamati tagli agli sprechi della pubblica amministrazione: solo nella nostra provincia sono 260 le poltrone in bilico in 28 dei 47 comuni presenti, ma non un solo senatore o deputato rischia il posto da qui agli anni a venire. Via le circoscrizioni, via i consiglieri comunali e gli assessori i cui compensi, a ben guardare, niente hanno a che vedere con le indennità dei 945 parlamentari in carica, e a cui si aggiungono gli ex, 2307 pensionati d’oro. Lotta all’evasione, sentiamo dire, ma nella sola Modena quest’anno, a causa dei tagli, saranno 45 mila le ispezioni fiscali in meno ad opera dell’Agenzia dell’Entrate. E scusate se bisogna ricorrere alle dichiarazioni di uno dei ricchissimi d’Italia per trovare la voce fuori dal coro: Luca Cordero di Montezemolo, imprenditore da 5 milioni di euro nel 730, con orgoglio ammette “Sono ricco, è giusto che paghi” e, ardito, aggiunge “E’ scandaloso che in Italia si colpisca il ceto medio”. E nel rimproverare l’interventismo ingombrante di uno Stato che si proclama liberista, Montezemolo ricorda come il ceto medio  paghi le tasse senza via di scampo, anche quelle occulte, quelle che si esprimono in termini di disservizi e gravi mancanze su sicurezza, sanità, scuola e giustizia. E scusate se Montezemolo in veste di paladino dei nuovi poveri stride con gli elementi base del nostro immaginario, ma di questi tempi, in attesa dell’auspicata rinascita di una nuova categoria di etica e valori, va bene tutto, ma proprio tutto.


Riproduzione riservata © 2018 TRC